Tria allarga le braccia: l’Iva aumenterà

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Zingaretti attacca: “Serve un’altra possibilità all’Italia dei bugiardi”

L’aumento dell’Iva e delle accise sulla benzina nel 2020 viene confermato. A farlo è il ministro dell’Economia, Giovanni Tria che in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sottolinea che “lo scenario tendenziale incorpora gli incrementi dell’Iva e delle accise dal 2020-2021”.

Certo non tutto è scritto, ma la conferma momentanea, c’è. Almeno “in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative”. Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono giorni che cercano di convincere gli italiani che non sarà così, ma i numeri non lasciano scampo, se le cose non cambieranno.

L’aumento su Iva e accise sono sul piatto e se non arriva una misura alternativa (se cioè le clausole di salvaguardia non verranno disinnescate) l’aumento scatterà dal primo gennaio 2020.

“Gli italiani hanno bisogno di lavoro, salari più alti, infrastrutture più moderne, più investimenti sulla scuola e conoscenza. Invece oggi il governo gialloverde conferma che l’unica cosa che aumenterà è l’iva. Costruiamo un altra possibilità per salvare l’Italia dai bugiardi” ha commentato il leader Pd Nicola Zingaretti. Ma la sua non è l’unica voce critica. Sono molti quelli che ricordano le mancate promesse di Salvini sul taglio delle accise della benzina. O la proclamazione di aver abolito la povertà da parte di Di Maio.

“Tria nell’audizione ha anche confermato l’impegno per inserire la flat tax nella prossima legge di Bilancio: “La manovra continuerà il processo di riforma delle imposte sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale semplificazione fiscale per alleviare, in particolare, il carico fiscale gravante sui ceti medi”. Per quanto riguarda la stima di crescita fornita dal Documento di economia e finanza approvato in Consiglio dei ministri, secondo il ministro dell’Economia si tratta di un dato “equilibrato”: “Le tendenze dei primi mesi di quest’anno mostrano segnali incoraggianti. Il governo non ha affatto peccato di eccessivo ottimismo come alcuni sostengono. La revisione al ribasso delle stime di crescita, se confrontata con le stime dei principali previsori, risulta pienamente coerente con l’evoluzione della situazione economica generale”.

La crescita stimata allo 0,2% viene quindi ritenuta plausibile da Tria, il quale spiega anche che “l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi al 2,4% del Pil: tale livello risulta superiore a quello stabilito nell’accordo di fine anno con la Commissione europea, pari al 2% del Pil. Questo principalmente a causa della minor crescita nominale dell’economia. La stima comprende anche l’attivazione della clausola contenuta nella legge di Bilancio che prevedeva in caso di deviazione dall’obiettivo di indebitamento netto il blocco di 2 miliardi di spesa pubblica”.

Per l’andamento dello spread, invece, il ministro valuta “importanti i piani del governo e l’incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio”.  Secondo Tria, inoltre, lo scenario programmatico si basa su obiettivi coerenti con le regole comunitarie, il che “richiederà uno sforzo fiscale che attenua il ritmo di crescita dell’economia”. Infine, per il futuro Tria avverte: “L’aggiustamento di bilancio per consentire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio del Def nel triennio 2020-22 è significativo”.

 

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