Autonomia e Regionalismo differenziato, un nuovo percorso parte dal Molise

Focus

Su impulso del Consigliere del Pd Micaela Fanelli l’assise molisana ha licenziato il documento congiunto per rinviare gli atti che prevedono il trasferimento dei poteri e risorse alle Regioni

Un importante risultato politico e istituzionale è stato ottenuto dal gruppo del Partito Democratico del Molise in Consiglio regionale, da mesi impegnato a contrastare il percorso avviato dal Governo nazionale sul regionalismo differenziato a trazione leghista.

Nella seduta del 19 febbraio scorso, su impulso del Consigliere del Pd Micaela Fanelli prima firmataria della mozione, l’assise molisana ha licenziato il documento congiunto per interessare il Governatore Toma, tra gli altri impegni, a farsi portavoce presso il Presidente del Consiglio dei Ministri della necessità di rinviare gli atti che prevedono il trasferimento dei poteri e risorse alle Regioni, finché non saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.
“Hanno votato con il centrodestra, compresa una delle due consigliere della Lega, e i consiglieri dei 5stelle. Un risultato eccezionale e unico nel panorama nazionale” sottolinea con soddisfazione Fanelli.

Sempre su sollecitazione dei Consiglieri regionali del Partito Democratico, l’aula ha deliberato che il trasferimento delle risorse sulle materie assegnate alla Regioni sia ancorato esclusivamente ai fabbisogni oggettivi dei territori, fra di loro con livelli di servizi fortemente differenziati e ancora da riequilibrare, nel rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e garanzia di unitarietà del sistema. Serve la definizione preventiva dei Lep (livelli essenziali di prestazioni) che deve essere antecedente ad ogni accordo politico con qualsiasi Regione, all’interno di un quadro nazionale unitario dove siano riaffermati i principi di corretto solidarismo e di coesione territoriale, economica e sociale.

“Un primo traguardo politico che arriva dopo un’intesa attività di informazione e sensibilizzazione, iniziata nell’incontro istituzionale promosso a Campobasso lo scorso 14 gennaio dove abbiamo chiamato a relazionare sui rischi del regionalismo differenziato il Direttore della Smivez Luca Bianchi e il professor Gianfranco Viesti” ha spiegato Micaela Fanelli. “Ma il lavoro del Partito Democratico del Molise non è ancora terminato – ha aggiunto Fanelli – e come Gruppo Consiliare Pd, abbiamo già tracciato la rotta futura che ci vedrà impegnati in nuove iniziative politiche e istituzionali”.

La prima che interesserà tutto il partito nazionale, dopo la chiusura del congresso, per discutere in modo aperto al fine di stabilire una linea comune sul regionalismo differenziato, iniziando questo nuovo percorso dall’incontro nazionale che si svolgerà il prossimo 7 marzo nella sede nazionale del Pd; il secondo incentrato sul diritto dei Comuni a vedersi riconosciuto per intero il fondo perequativo garantito dalla Costituzione, con eventuali ricorsi al Tar e alla Corte Costituzionale.

La terza iniziativa sarà invece condivisa con il partenariato allargato, con l’obiettivo di arrivare ad un documento fortemente condiviso anche con le forze datoriali, economiche e sociali; quindi la richiesta – questa su base locale – ai parlamentari molisani di sostenere alla Camera e al Senato gli indirizzi politici contenuti nella mozione approvata dal Consiglio regionale del Molise.

Di seguito, la parte saliente del dispositivo della mozione sul regionalismo differenziato approvata dal Consiglio Regionale del Molise:

“Il Consiglio regionale impegna il Presidente della Regione Molise:
– a rivolgersi al Presidente del Consiglio e al Consiglio dei Ministri ed alla Conferenza delle Regioni per far sì che il Governo porti avanti un accordo tra le regioni in cui vi sia almeno: la fissazione e la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art. 117, lett m, della costituzione, con particolare riguardo alle infrastrutture fisiche e digitali) e che il trasferimento di risorse sulle materie assegnate alle regioni sia ancorato esclusivamente a oggettivi fabbisogni territoriali, escludendo ogni riferimento ad indicatori di ricchezza; i principi di coesione e solidarietà fra le Regioni con la salvaguardia dei trasferimenti finanziari a fini perequativi;
– a promuovere presso il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio dei Ministri e la Conferenza delle Regioni, una corretta attuazione della legge 42/09, ivi inclusa la definizione dei costi standard e il principio di cui all’art.9, lettera g) comma 3: la ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi (…) del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa; ed una conseguente ridefinizione concentra degli aspetti più problematici del complessivo sistema di finanza decentrata, che potrebbero assicurare un effettivo rafforzamento dell’autonomia regionale nel rispetto del principio della necessaria correlazione tra funzioni e risorse, così come elaborato dalla giustizia costituzionale; tutto improntato sui principi di ragionevolezza, proporzionalità e garanzia di unitarietà del sistema;
– a promuovere presso la Conferenza delle Regioni un accordo con il Governo volto a promuovere un sistema per la gestione delle forme di autonomia regionale, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione;
– a far sì che il Governo nazionale subordini ogni tipo di intesa che preveda trasferimenti di poteri e risorse ad altre regioni fin tanto che non siano definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art.117, lett.m. della Costituzione)”.

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