La democrazia secondo M5S: il caso di Avellino e la ‘lettera scarlatta’

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I consiglieri comunali hanno votato contro un provvedimento del Sindaco. M5S espone le loro facce alla gogna mediatica

Il loro volto su un camion. La gogna  mediatica in città. Un atto intimidatorio che non ha proprio niente di democratico. Nel comune di Avellino succede anche questo.

Il sindaco pentastellato, Vincenzo Ciampi, ha deciso di punire in questo modo i consiglieri di opposizione, rei di aver votato contro la proposta di revisione di bilancio per finanziare le iniziative previste per il Ferragosto avellinese. E così su una “vela” le loro facce  e i loro nomi girano per la città con una lettera scarlatta a punire la loro libertà di esprimersi contro: “Ecco chi è stato”.

La protesta, annunciata giovedì scorso dal sindaco era rientrata dopo che lo stesso, di fronte alle proteste delle opposizioni che avevano chiesto anche l’intervento del Prefetto, Maria Tirone, aveva chiesto scusa “per l’uscita infelice” motivandola con lo stress di giorni convulsi per organizzare il cartellone delle manifestazioni e per la vicenda dell’affidamento della squadra di calcio dell’Avellino, esclusa dal campionato di Serie B. Ma qualcuno tra i vertici del Movimento ha deciso di andare avanti lo stesso.

Ora i consiglieri comunali accusati hanno annunciato iniziative legali nei confronti di chi ha commissionato l’iniziativa, ipotizzando l’istigazione a delinquere e all’odio, oltre che il reato di falso.

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