L’Aventino di una maggioranza arrogante

Focus
Camera, Palazzo Montecitorio

Al di là dell’atto di forza compiuto dalla maggioranza, in spregio alla storia del Parlamento repubblicano, l’esclusione del PD rappresenta una prima violazione degli impegni assunti da Roberto Fico

Quanto accaduto nelle ultime ore in Parlamento rappresenta un indizio, pesante e preoccupante, sul modo in cui la nuova maggioranza tra Destra e Cinque Stelle si appresta a gestire le nostre istituzioni democratiche. L’esclusione del PD (secondo partito politico del paese e principale forza di opposizione) dai collegi dei Questori sia della Camera che del Senato costituisce un fatto senza precedenti nella lunga storia della nostra Repubblica e prepara il terreno ad un utilizzo partigiano e svincolato da qualsiasi controllo delle due Camere.

I Questori non svolgono infatti una funzione meramente contabile, ma rappresentano il principale organismo di garanzia e controllo sul funzionamento quotidiano delle due Camere e sulla gestione delle loro risorse materiali. Per questo, ben oltre i numeri dei gruppi parlamentari, è sempre stato compito della maggioranza assicurare alla minoranza una presenza tra i Questori: allo scopo di tutelare la trasparenza della casa comune della democrazia italiana, così come in qualunque condominio si tutela anche la voce e l’accesso ai conti di tutti gli inquilini (compresi coloro che occupano gli appartamenti meno spaziosi).

Al di là dell’atto di forza compiuto dalla maggioranza, in spregio alla storia del Parlamento repubblicano, l’esclusione del PD rappresenta una prima violazione degli impegni assunti da Roberto Fico dal suo nuovo scranno di Presidente della Camera, laddove nel discorso di insediamento di sabato scorso aveva fatto esplicito riferimento alla necessità di “garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione”. I primi passi del nuovo Presidente, che è molto di più di un semplice notaio delle deliberazioni dei gruppi, mostrano già una grave sottovalutazione del primario diritto della minoranza all’accesso alle funzioni di garanzia e controllo. D’altra parte non risulta che lo stesso Fico abbia ancora avuto niente da eccepire al versamento mensile di 300 euro ad un’azienda privata (l’associazione Rousseau, diretta e amministrata da Davide Casaleggio) a cui sono tenuti tutti i deputati e senatori M5S: un obbligo che umilia l’intero Parlamento, ben oltre i confini dei gruppi grillini, e che rappresenta di per sé una lampante violazione del conflitto di interesse.

Quel che ci dobbiamo attendere è purtroppo chiaro. Sulla base di queste forzature, il Movimento Cinque Stelle e la Destra si apprestano a fare delle due Camere uno strumento di parte utilizzato a scopi propagandistici. Il pieno e incondizionato controllo dei collegi dei Questori, nello specifico, impedirà alle Camere una seria azione legislativa per la riduzione dei costi della politica aprendo la strada ad una galleria di iniziative propagandistiche sottratte al controllo non solo della minoranza ma anche e soprattutto della Corte Costituzionale. Con il doppio risultato di indebolire la stessa azione di riduzione dei costi della politica e di aprire la strada alla mortificazione del Parlamento da parte di chi si trova, provvisoriamente, ad occuparvi posizioni di maggioranza. E’ sulla capacità di contrastare questa deriva, ben al di là delle nostre legittime discussioni interne, che si misurerà nell’immediato futuro la forza politica e parlamentare del Partito Democratico.

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