Esercito, Digos e agenti in borghese: così Ostia si prepara al ballottaggio

Roma

Domenica il secondo turno delle municipali: ecco il piano per la sicurezza

Ostia si prepara al ballottaggio del 19 novembre, ma non come un qualsiasi municipio. Con quello che è successo nei giorni scorsi, nonostante non sia una novità la presenza imponente e violenta dei clan di quella zona di Roma, per una giornata così delicata come le elezioni del decimo municipio era necessario.

E proprio per mettere in sicurezza il voto di domenica si è svolto il Comitato Provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza con il ministro durante il quale è stato preparato il piano di prevenzione.

In campo l’esercito e le forze dell’ordine che vigileranno affinché il turno di ballottaggio – che vede sfidarsi la candidata del M5s Giuliana Di Pillo e quella del centrodestra Monica Picca – si svolga senza intimidazioni ed irregolarità di alcun tipo.

Nello specifico il servizio è garantito dalla Digos e dalla Squadra mobile, in collaborazione con la sezione specializzata del commissariato Lido, per acquisire, per tempo, ogni informazione utile alla predisposizione dei servizi di polizia. L’ordinanza del questore Guido Marino, varata con il prefetto Paola Basilone, stabilisce che l’esercito si occuperà di vigilare il deposito delle schede elettorali, mentre la sorveglianza dei seggi spetterà a polizia, carabinieri e Guardia di finanza – anche in borghese – a partire dal giorno precedente, 24 ore su 24. “La vigilanza terminerà solo a definitiva chiusura dei seggi”, si legge nella nota della questura di Roma.

L’obiettivo è quello di “garantire la piena e assoluta libertà di voto in un quadro di assoluta tranquillità. Ogni cittadino deve poter esprimere liberamente il proprio voto. La vigilanza sarà importante ma discreta e dovà impedire che ci possa essere qualunque forma di condizionamento del voto. Siamo convinti che ci siano tutti i presupposti per un voto sereno. Ci sarà una presenza fisica, investigativa, ai seggi”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Marco Minniti, al termine della riunione.

Non sarà quindi un ballottaggio qualsiasi quello di domenica a Ostia: l’affluenza al primo turno era stata bassa e ora il rischio è che scenda ancora di più. Ed è per questo che sia Minniti che la sindaca Raggi hanno insistito sull’importanza di andare a votare. “Sono convinto che la risposta migliore è la partecipazione al voto”, ha commentato il responsabile del Viminale.

Anche Raggi ha sottolienato l’importanza “per i cittadini potersi esprimere liberamente” isolando quelle che secondo la sindaca sono “poche mele marce”, ma che in realtà rappresentano una presenza capillare nel territorio del municipio, quella dei clan.

L’ultimo atto è stato quello dell’aggressione alla troupe della Rai da parte di Roberto Spada, ma i casi di persone minacciate dalle famiglie che controllano quella zona sono tanti. E tra questi anche tanti giornalisti ai quali viene impedito, con intimidazioni e violenza, il diritto di cronaca.

Per questo secondo Minniti, di fronte al gesto di Roberto Spada nei confronti del reporter Daniele Piervincenzi e dell’operatore Edoardo Anselmi “soltanto la solidarietà non avrebbe funzionato”. “C’era bisogno di avere un segnale molto forte e inequivoco, di una risposta molto ferma, che c’è stata. Mentre stiamo parlando il colpevole è in carcere“, ha commentato il ministro dell’Interno che domani incontrerà i vertici della Fnsi.

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