Il bluff della Raggi: ecco perché il ballottaggio non è stato un referendum

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Al primo turno meno del 20% dei romani hanno votato per Virginia Raggi, mentre al ballottaggio i suoi consensi sono saliti a poco meno del 33%

Dal momento in cui Virginia Raggi ha annunciato il suo no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 è in corso un dibattito che potrebbe durare ancora a lungo. Quando gli hanno ricordato la sua promessa di indire una consultazione per conoscere l’opinione dei cittadini, la sindaca di Roma ha affermato che il referendum c’è già stato e che, precisamente, si è svolto il giorno del ballottaggio.

Facciamo finta che lei non abbia promesso una consultazione a pochi giorni dal ballottaggio. Nessuno può veramente pensare che i cittadini di una grande città come Roma, piena di problemi, scelgano il sindaco solo sulla decisione di candidare o no la città ad ospitare l’evento olimpico.

Però lasciamo parlare i numeri: al primo turno Virginia Raggi ha conquistato 461.190 su 2.363.444, quindi poco meno del 20% degli aventi diritto, e il 35,26% di coloro che si sono recati alle urne. Oltre a Virginia Raggi l’altro candidato che si è dichiarato contrario alle Olimpiadi è stato Stefano Fassina, che ha ottenuto 58.498, pari al 4,47% dei votanti. Tutti gli altri candidati – Roberto Giachetti, Giorgia Meloni e Alfio Marchini – avevano espresso il loro favore alle Olimpiadi. I 3 insieme hanno ottenuto 739.424 voti che sono molti di più dei 519.688 ottenuti dal duo Raggi-Fassina.

olimpiadi

Dunque l’affermazione che i cittadini romani sono contrari alle Olimpiadi 2024 non è corretta visti i numeri, anche considerando i numeri del ballottaggio dove 770.564 romani, quasi un terzo degli aventi diritto, hanno votato per Virginia Raggi.

Ora che la sindaca di Roma abbia il diritto, e il dovere, di decidere su questioni importanti, e le Olimpiadi lo sono, è fuori di ogni dubbio, ma quello che non dovrebbe fare è mentire ai cittadini. La scelta di non candidare Roma è una scelta politica, questa è la verità. E’ stata fatta dalla sindaca della Capitale, forse dietro suggerimento di qualcuno, e lei se ne prenderà i meriti o le responsabilità, senza però accampare la scusa di un referendum che non c’è mai stato.

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