Cosa chiede il Pd alla Commissione banche

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Pier Ferdinando Casini dovrà trovare la quadra tra 9 proposte arrivate dai gruppi parlamentari. La relazione è prevista per il 27 gennaio

È attesa per venerdì la relazione della Commissione d’inchiesta sulle banche. Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia vorrebbero ricostituirla all’avvio della prossima legislatura, scrive il Corriere, ma per ora i partiti si sono “limitati” a lasciare alla prossima legislatura delle linee guida per nuove leggi a tutela dei risparmiatori.

Il presidente Casini ha ricevuto infatti 9 proposte, di cui 7 relative a diversi gruppi parlamentari (Pd, M5S, Forza Italia, FdI, Lega, Federazione della Libertà, Gruppo grandi autonomie) e due di singoli esponenti, Dal Moro (Pd) e Daniele Capezzone che ha aderito al gruppo Misto. Manca all’appello la proposta di Liberi e uguali. Davide Zoggia ha comunicato ufficialmente che i tre parlamentari a sinistra del Pd (oltre a Zoggia, Migliavacca e Paglia) si chiamano fuori dalla partita.

Casini avrà tempo fino a venerdì, quando si riunirà la commissione, per conciliare le varie proposte e arrivare a un documento condiviso. Un compito arduo ma importante.

Quali sono le proposte inviate dal Pd?

Al Partito democratico piace l’idea di una Procura speciale che si occupi dei reati bancari e finanziari, una proposta condivisa anche da Forza Italia e M5S. I magistrati inquirenti da arruolare nel nuovo ufficio giudiziario dovrebbero essere dotati di “competenze specifiche e sofisticate”, con una “particolare preparazione in materie”. Da prevedere inoltre la costituzione di sezioni specializzate a livello delle procure e dei tribunali distrettuali, “verificando anche la possibilità di un coordinamento presso una procura Nazionale”.

Nel documento si legge come “al di là di ogni valutazione di merito sui comportamenti degli esponenti delle autorità di vigilanza, il lavoro fatto da questa commissione evidenzia come gli attuali meccanismi non rappresentino il massimo dell’efficienza, tanto che gli scambi informativi tra Banca d’Italia e Consob, che pure ci sono stati, non sono stati in grado di produrre gli effetti auspicati per la effettiva tutela del risparmio”.

Il Partito democratico propone anche una normativa più estesa e incisiva per contrastare il fenomeno delle ‘porte girevoli’ fra pubblico e privato, la definizione di benchmark realistici e non arbitrariamente bassi per il valore delle sofferenze bancarie. Sulla tutela dei risparmiatori truffati il Pd ricorda i meccanismi di ristoro già varati e auspica, viste le regole del bail in, “una nuova interlocuzione con le Autorità europee.

 

 

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