Banche, la nostra vera ossessione sono i risparmiatori

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Le responsabilità di chi ha amministrato quelle banche sono enormi, gigantesche, e noi vogliamo che si vada fino in fondo, che la magistratura faccia il suo mestiere

Credo che nel Parlamento sia normale avere idee diverse. Abbiamo assistito a due giornate di dibattito surreale: da una parte c’era chi ci diceva da un panfilo che abbiamo dato 83 miliardi alle banche senza neanche spiegarci come; dall’altra parte ci dicono che dobbiamo mettere più soldi per darli agli azionisti, agli obbligazionisti Se noi avessimo seguito le indicazioni che arrivavano dalla parte del MoVimento 5 Stelle, ci saremmo trovati di fronte al fallimento di un sistema bancario che si portava dietro il fallimento di un sistema territoriale, alla situazione di crisi di 200.000 imprese che su quelle banche hanno appoggiato i loro conti, i loro crediti, le loro linee di credito, al fallimento di un sistema con la crisi delle famiglie che su quel sistema bancario avevano appoggiato le loro risorse. Se la vostra ossessione sono le banche, la nostra ossessione sono i risparmiatori, i clienti, i dipendenti, le imprese che utilizzano quelle banche.

Il decreto-legge non è perfetto. Abbiamo avuto un dibattito in Commissione in cui, grazie all’ostruzionismo del MoVimento 5 Stelle, siamo stati bloccati a discutere sei emendamenti alla faccia di chi voleva entrare nel merito e trovare soluzioni. Poi ci siamo fatti carico delle necessità: 50 miliardi di risparmi; 10.000 dipendenti; 900 sportelli bancari; 100.000 imprese che si rivolgono a quel mondo. Dovevamo trovare una soluzione immediata e la soluzione è stata trovata. L’altra soluzione era lasciare che le banche fallissero. Le responsabilità di chi ha amministrato quelle banche sono enormi, gigantesche, e noi vogliamo che si vada fino in fondo, che la magistratura faccia il suo mestiere.

Ma bisogna aver fiducia nella magistratura non a fasi alterne. C’è chi vota contro questo decreto-legge perché non abbiamo aggravato le pene per gli amministratori: signori, non è che si possono aggravare le pene dopo che i reati sono stati commessi, sarebbe incostituzionale. Noi vogliamo che si vada fino in fondo e la Commissione di inchiesta sulle banche deve servire per andare fino in fondo e trovare le responsabilità degli amministratori. Il Veneto è una regione economicamente forte. Se non la conoscete andate a girare un po’ in quelle imprese e vi accorgerete che c’è un tessuto imprenditoriale, in quella regione, che rende forte il nostro Paese. Del carico complessivo dei problemi di quel mondo economico e produttivo ce ne siamo fatti carico noi, senza regalare niente a nessuno.

Sappiamo che quei 20 miliardi che sono stati autorizzati sono un prestito che noi abbiamo fatto e che, come ha già dimostrato il passato, ritornerà nelle casse dello Stato. Voi ci attaccavate sulla misura che abbiamo adottato sul Monte dei Paschi di Siena: 640 milioni in più sono tornati nelle casse dello Stato. Sui crediti inesigibili del Banco di Napoli, il 90 per cento è stato recuperato.

Quando si è insediato il Governo Renzi e, in continuità, il Governo Gentiloni abbiamo trovato cose che negli ultimi 15 anni non sono state fatte: prima tra tutte è la riforma delle banche popolari. Infatti, se non tiravamo fuori quella legge oggi il sistema bancario italiano sarebbe in una situazione molto grave perché i problemi già c’erano. Noi abbiamo abbiamo scoperchiato la pentola, abbiamo mostrato cosa c’era già dentro. Società sottocapitalizzate, gestione opaca, crediti mal gestiti, tutto questo era compito della politica e responsabilità della politica.

E noi la riforma sulle popolari l’abbiamo fatta. Noi pensiamo che le banche servano e pensiamo che un sistema bancario sia indispensabile per far funzionare il sistema delle imprese. Votiamo a favore con convinzione questo decreto. Lo votiamo nella consapevolezza che ci sono dei problemi aperti, e su questi impegniamo il Governo ad affrontarli. Noi siamo quelli che le responsabilità se le assumono, perché la distinzione in politica è tra chi le responsabilità se le assume e si occupa dei problemi e chi, invece, li denuncia e, anzi, i problemi spesso li alimenta.

(Pubblicato su Democratica)

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