“Diciamo Sì al futuro, con i no l’Italia non va da nessuna parte”. Renzi chiude la campagna referendaria a Firenze

Focus

La scelta della piazza più famosa di Firenze riporta indietro la memoria alla chiusura della campagna elettorale delle europee e amministrative del 2014

Dal nostro inviato a Firenze, Osvaldo Sabato – “E’ giusto modificare un sistema che non funziona. Noi siamo con la gente, siamo in mezzo alla gente, siamo con le persone. Se siete qui oggi, in piazza, è perché pensate, guardando questo palazzo, guardando ciò che questa città ha saputo fare nel corso degli anni, dei secoli, pensate che il tempo dell’Italia non è soltanto il passato. Non andiamo sempre avanti a dirci di no, che non cambia niente: siete qui perché credete nella politica e non nell’antipolitica. Domenica si va a votare per dire ai nostri figli che vogliamo regalare loro una società più bella. Con i no l’Italia non va da nessuna parte, viva l’Italia che dice Sì”.

Dopo le tappe di Palermo e Reggio Calabria, il premier Matteo Renzi è in piazza della Signoria a Firenze. Ad accoglierlo un lungo applauso e le bandiere del Pd, dei Giovani Democratici (che cantano “Bella Ciao”) e dei comitati per il Sì, mischiate al tricolore a fare da contorno, si calcola che siano almeno in 7 mila sotto il palco, nella ultima tappa del suo tour referendario.

Infatti sono stati ben 51 gli appuntamenti che lo hanno visto protagonista in questa campagna per il voto di domenica. Un vero e proprio record per la politica italiana. Entusiasmo e anche un pizzico di amarcord per Renzi. Il 2 dicembre nel suo calendario personale non è una giornata qualunque. C’è anche Agnese Landini, la moglie del premier. La ministra Maria Elena Boschi è una delle prime ad arrivare e si intrattiene con il sindaco Dario Nardella, si vedono i colleghi di governo Graziano Delrio, Marianna Madia e Stefania Giannini, ci sono il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, avversario annunciato di Renzi al prossimo congresso, e numerosi parlamentari democratici e consiglieri regionali.

Dieci anni fa il 2 dicembre di 10 morì  Meme Auzzi, l’ex segretario del Ds viene ricordato spesso da Renzi. E sempre il 2 dicembre di 4 anni fa, alla Fortezza da Basso, si presentò da sconfitto alle primarie contro Bersani. E’ da Firenze che il premier lancia il suo ultimo appello a votare Sì in questa sfida con la coalizione variopinta del No che si preannuncia non facile.

“Caro italiano ti scrivo”, è il titolo della serata preso a prestito da Lucio Dalla. E la lettera, sull’onda del ritrovato ottimismo degli ultimi giorni, conterrà un un grande Sì. Un muro di schermi led di 12 metri per 10 proietta primi piani di Renzi e campi lunghi dove il palco, di colore nero, non si vede nel buio della sera. Ai lati maxi schermi 5 per 3 metri, più casse acustiche ad ogni ingresso di piazza Signoria. Un gioco di luci illuminano piazza della Signoria ad ogni applauso, di fronte al palco lo spettacolo musicale della Loggia dei Lanzi, sulla sinistra la “classe” di Palazzo Vecchio sotto l’imperiosità del Biancone.

Insomma il fascino in questa serata c’è tutto. La speranza degli attivisti del Sì è di ritornare qui per festeggiare la vittoria al referendum nella stessa piazza dove storicamente si sono festeggiate le grandi vittorie che hanno fatto la storia della città e del Paese. La scelta della piazza più famosa di Firenze riporta indietro la memoria alla chiusura della campagna elettorale delle europee e amministrative del 2014, che consegnarono la vittoria al primo turno del sindaco Dario Nardella e l’exploit dei voti con oltre il 40% su scala nazionale nel voto per Bruxelles. La musica accompagna l’attesa, la serata non è molto fredda, e per chi è arrivato prima ci sono le caldarroste, i famosi marroni di Marradi, e un bicchiere di vin brulè e panini. 

 

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