Bellanova: “Se si blocca tutto a pagare saranno lavoratori e cittadini”

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La viceministra allo Sviluppo economico a Terrazza Pd di oggi: “Nessuno può assumersi la responsabilità di girarsi dall’altra parte”

Sulla vicenda Ilva “nessuno può assumersi la responsabilità di girarsi dall’altra parte”. Durante la registrazione di Terrazza Pd, che andrà in onda oggi alle 18 dalla pagina Facebook del Partito Democratico, la viceministra dello Sviluppo economico Teresa Bellanova ha lanciato un monito affinché a Taranto si arrivi alla migliore soluzione sia dal punto di vista del piano industriale che ambientale.

Dopo la giornata di ieri, con il brusco botta e risposta tra il ministro Carlo Calenda e il governatore della Puglia Michele Emiliano e la conseguente interruzione del tavolo al Mise, ora la viceministra punta a riprendere il confronto. Domani è previsto, infatti, un nuovo tavolo tra azienda e sindacati, con la mediazione del governo, che produrrà un calendario di incontri. Ma serve, ha chiarito Bellanova, la “leale collaborazione” tra tutte le istituzioni.

“A Emiliano dico: non andiamo avanti con le provocazioni, è il momento della responsabilità”, ha dichiarato la viceministra secondo la quale ora “è il momento di ridare la salute ai cittadini e salvaguardare i posti di lavoro”. La posizione di Emiliano “pur considerando positive le informazioni date dal governo le ritiene non soddisfacenti” e quindi Regione e Comune non intendono ritirare il ricorso al Tar. “Noi siamo arrivati finalmente alla fase in cui si possono fare gli interventi” ma se il decreto – che prevede metodi e tempi degli interventi e degli investimenti su Taranto – verrà bloccato dal Tar non ci saranno investimenti: “C’è un rischio Bagnoli una realtà che non dà lavoro ma che distribuisce inquinamento”.

Due le questioni centrali del decreto del governo che prevede 5 miliardi e 400 milioni di investimento per far ripartire l’Ilva. Da una parte ci sono i lavori sui parchi minerari che corrispondono per dimensioni a 28 campi di calcio: “Abbiamo chiesto a Mittal – ha spiegato Bellanova – di far anticipare i lavori sui parchi minerari con una copertura economica che Arcelor Mittal restituirà quando entrerà in possesso degli impianti Ilva”. Con questi lavori – che dureranno almeno 24 mesi – si impedirà la diffusione delle polveri dell’acciaieria nell’aria, salvaguardando così la salute dei suoi abitanti.

L’altro punto fondamentale è quello dei lavoratori. Al momento l’accordo prevede l’assorbimento di 10mila dipendenti anche se Bellanova è “impegnata sul confronto per aumentare il numero di lavoratori”, lavoratori che “manterranno le stesse condizioni economiche e di inquadramento”.

Il problema, secondo Bellanova, è di “approccio e di superficialità. Dietro ai numeri ci sono delle persone. Bisogna assumersi delle responsabilità” perché “più si inasprisce il confronto su un provvedimento giudicato innovativo, più si rafforza la posizione dell’azienda e si indebolisce quella dei sindacati”.

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