Belsito tira in ballo Salvini sui soldi della Lega

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L’ex tesoriere parla della gestione dei rimborsi elettorali: “Tutti sapevano degli stipendi pagati in nero ai collaboratori”

Torna a parlare Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega condannato in primo grado dai tribunali di Milano (per le spese della famiglia Bossi pagate con fondi pubblici) e Genova (per falsi rimborsi elettorali).  Le sue parole tirano in ballo l’attuale segretario e oggi ministro dell’Interno Matteo Salvini e parte della dirigenza leghista.

Intervistato dal quotidiano La Stampa Belsito afferma che sia Maroni che Salvini, così come Giorgetti e Calderoli sapevano degli stipendi pagati in nero ai collaboratori, e pure la vicenda degli “investimenti all’estero” era conosciuta da tutti i vertici in quanto erano cose che si discutevano in consiglio federale. Affermazioni, da verificare, che però aggiungono un nuovo tassello allo scandalo dei rimborsi elettorali sottratti e che la Cassazione ha deciso che devono essere restituiti.

Ma Belsito chiama in causa lo stesso Salvini che in quel periodo si occupava di Radio Padania e secondo l’ex tesoriere era “molto attento a ricevere i fondi per pagare i giornalisti o i collaboratori”.

Sulle casse vuote del partito, invece sostiene che al momento in cui è stato estromesso dalla tesoreria della Lega nelle casse c’erano 40 milioni di euro più altri 30 tra immobili e frequenze radio.

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