Benamati: “Il 2019 non sarà un anno bellissimo, se ne è accorto pure il governo”

Focus

Intervista al deputato del Pd: “Per fortuna ci si è resi conto che la Legge di bilancio non produce crescita. Ma non è con un decreto piazzato a metà anno che si invertirà il trend”

“Finalmente dalle parti del governo si sono accorti che il 2019 sarà tutto fuorché bellissimo per le imprese, i lavoratori, i cittadini ed il bilancio dello Stato e stanno correndo ai ripari”. Lo afferma il deputato del Pd Gianluca Benamati, vicepresidente della commissione Attività produttive di Montecitorio, che però invita anche ad usare molta cautela e attenzione nel giudicare le ultime mosse del governo: “Certo gli interventi per sostenere la crescita sono positivi, ma questa purtroppo non si crea con un decreto. Servono misure organiche a partire dalle molte che non hanno trovato spazio in legge di stabilità”.
Onorevole Benemati, meglio tardi che mai?
“La cosa positiva è che al di là delle dichiarazioni l’esecutivo sembra aver compreso che la legge di bilancio del 2019 non conteneva misure che sostenevano la crescita in maniera adeguata e questo è ormai per tanti un dato assodato. La situazione di stagnazione, infatti, è evidente, sia nelle stime al ribasso fornite dallo stesso governo, sia nelle previsioni di enti nazionali e internazionali come l’Istat e l’Ocse che ci dicono come il Paese sia fermo. Dopo il varo della legge di stabilità e una politica di slogan e annunci assai dannosi, siamo entrati in una fase economica negativa ed era quindi urgente per il governo fare qualcosa per contrastare questa situazione di crisi concretamente”.
Sembra un giudizio positivo? 
“Come ho detto, è opportuno che venga fatto un provvedimento con questo scopo, ma il problema è la sua reale efficacia. Un punto nell’azione di governo è certamente la mancanza di una visione organica sui temi della crescita e dello sviluppo. Siamo spesso in presenza, dal decreto dignità al decreto semplificazioni sino ad ora, di interventi che appaiono scoordinati e slegati da una strategia omogenea”.
Cosa c’è di positivo nel decreto varato dal governo? 
“Anzitutto va ricordato che stiamo parlando di un decreto che è stato approvato salvo intese, i cui contenuti non sono chiari. Stiamo discutendo di bozze che potrebbero essere modificate, quindi il giudizio per forza di cose può essere solo parziale. Detto questo, ci sono delle misure per la crescita, dalla reintroduzione del superammortamento al 130 per cento alla modifica del patent box, dal prolungamento delle attività del credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo alla rimodulazione della nuova Sabatini, dalla modifica dell’Ires, orientandola verso sgravi sugli utili reinvestiti, all’aumento della deducibilità Imu su beni strumentali, che sono la riproposizione o la prosecuzione di misure già definite dai nostri governi, oppure correzioni e aggiustamenti di quanto contenuto nella legge di stabilità 2019. Stiamo parlando quindi di misure che concretamente dovremo giudicare nel dettaglio, ma che intanto presentano continuità con ciò che era stato pensato in precedenza e ciò è in linea di principio positivo”.

Cosa non la convince, invece?

“Oltre alla carenza di una visione di sistema vi sono anche le assenze. Dopo le tante polemiche non pare non ci sia l’intervento chiarificatore sul pasticcio combinato in Legge di bilancio sul tema dei rimborsi agli investitori coinvolti nella crisi degli istituti bancari. Si tratta in sostanza di distinguere chi è stato incolpevolmente oggetto di comportamento scorretti e chi invece ha fatto speculazione ad alto rischio trovando il modo più rapido per intervenire senza entrare in procedura di infrazione. E’ una differenza che il ministro Tria sta cercando di portare alla luce ma sembra che il governo al di là delle dichiarazioni non stia trovando il bandolo della matassa. C’è un braccio di ferro tra chi vuole affrontare la questione in maniera seria e chi invece in maniera del tutto propagandistica. Siccome si sta parlando di soldi pubblici, bisogna fare chiarezza. E invece presente con ogni probabilità la rottamazione per multe e tasse locali”.

Altri nodi da chiarire? 

“Non è chiara la quantità delle risorse economiche, perché in una situazione del genere è importante anche uno shock significativo dal punto di vista dei volumi economici in gioco. Poi c’era attesa per norme sull’energia che non paiono presenti, così come non è chiaro se vi sia il via libera alla conversione di una parte del prestito ponte dello Stato per Alitalia (di 900 milioni di euro, concesso alla compagnia nel maggio 2017). E anche su Alitalia vi è una grande preoccupazione da parte nostra legata allo sviluppo industriale della vicenda molto nebuloso. Più in generale penso occorra essere realisti nel comprendere che, pur con le migliori intenzioni, non sembra questo decreto, collocato anche temporalmente ad anno già inoltrato, che può invertire il trend così negativo della nostra economia”.

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