Compravendita di senatori: Berlusconi rischia un maxirisarcimento

Focus

L’ex premier potrebbe essere chiamato a risarcire il danno d’immagine per lo Stato e gli effetti di quella manovra politica sullo spread

Risarcire per il danno d’immagine dovuto alla caduta del governo Prodi nel 2007 e con le conseguente crescita dello spread. E’ questa la contestazione che la Procura della Corte dei Conti del Lazio ha avviato nei confronti dell’ex senatore Sergio De Gregorio e di Silvio Berlusconi.

Sono passati 10 anni ma la questione non è ancora chiusa.

Come sono andati i fatti?

La contestazione riguarda i soldi (tre milioni di euro) che sarebbero stati elargiti da Berlusconi a De Gregorio per cambiare casacca dopo le elezioni.  La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo e ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire a Napoli gli atti del procedimento. Dopo questo passaggio di denaro il governo Prodi cadde e lo spread cominciò a salire.

Ora la questione si riapre per chiedere dei danni d’immagine; difficile invece che si possa approfondire la valutazione su quanto la vicenda della caduta del governo di centrosinistra per via dell’accordo possa avere impattato sui mercati finanziari. Si tratta infatti di una valutazione complessa e legata a diversi fattori che difficilmente potrebbero essere condotti ad una sola motivazione.

L’ipotesi dei magistrati è che l’aumento vertiginoso dello spread (passato da 43,4 registrato il 6 maggio 2008, ultimo giorno del governo Prodi, a 522,8 punti alla fine del governo Berlusconi)  “possa essere contestato proprio ai protagonisti dell’inciucio“, scrive Repubblica.

Per questa vicenda Berlusconi e Valter Lavitola erano stati condannati in primo grado a tre anni per corruzione, ma poi tutto è caduto in prescrizione.

Ad anticipare oggi la notizia dell’apertura del fascicolo della Corte dei Conti è stato Il Tempo e Lorenzo D’Albergo su Repubblica.

Maxirisarcimento

In base a quanto si apprende nei prossimi mesi potrebbe arrivare “l’invito a dedurre”, ovvero la chiusura dell’inchiesta: la posizione che al momento appare a rischio è quella di De Gregorio per il quale i giudici potrebbero chiedere un risarcimento a sei zeri per il danno subito dal Paese. Anche l’ex premier però potrebbe essere chiamato a risarcire le casse dello Stato. L’istruttoria di viale Mazzini era stata avviata dopo la conclusione del processo penale.

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