Berlusconi pensa a voto e nuova legge elettorale, ma da Milano arrivano nuove accuse

Focus

L’ex premier tratteggia la sua road map per il voto, ma oggi arriva una nuovo ostacolo ai suoi piani: l’accusa di corruzione in atti giudiziari

“Non è pensabile che in una democrazia sia un organo giurisdizionale e non legislativo a scrivere la legge elettorale”. In un’intervista sul Foglio di domani con il direttore Claudio Cerasa, anticipata sul sito del quotidiano, Silvio Berlusconi parla a tutto campo e spiega la sua road map per arrivare al voto.

Percorso, però, che potrebbe rivelarsi oltremodo tortuoso. Perché proprio oggi Berlusconi è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati con l‘accusa di corruzione in atti giudiziari dalla Procura di Milano per alcune consegne di denaro in contanti, attraverso il ragioniere Giuseppe Spinelli, avvenute fino a pochi mesi fa.

La presunta corruzione riguarderebbe 4 ragazze: Elisa Toti, Aris Espinosa, Miriam Loddo e Giovanna Rigato. Si tratta di un filone del procedimento ‘Ruby ter’ scaturito da alcuni approfondimenti effettuati dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta, sempre coordinata dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, per una tentata estorsione a carico dello stesso Berlusconi da parte di Giovanna Rigato, che avrebbe cercato di ottenere con minacce fino ad un milione di euro dal leader di FI.

In particolare, gli inquirenti avrebbero ascoltato a verbale di recente Spinelli – ragioniere di fiducia di Berlusconi e già addetto in passato ai pagamenti delle ragazze, passate dalle serate hard ad Arcore al banco dei testimoni nei due processi sul caso Ruby – proprio in relazione alle nuove consegne (le cifre variano dai duemila ai tremila mila euro) di denaro in contanti alle quattro giovani che sarebbero avvenute fino allo scorso novembre.

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