Berlusconi pensa al Colle, l’ennesima boutade è da incubo

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Frasi dette e poi smentite, posizioni prese e poi negate; ancora una volta l’ex premier fa finta di non vedere l’elefante nella stanza che risponde al nome di Matteo Salvini

Io al Quirinale? “Non ne parliamo, ne parliamo casomai più avanti”. L’ex Cavaliere in un’intervista a Etna Radio se ne esce con un nuovo delirio che ne sottolinea, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, l’irresponsabilità e l’arroganza. Ancora una volta Berlusconi torna a coltivare la sua più grande ambizione: quella di salire al Colle non come aspirante premier, ma come Capo dello Stato.

Quel che è certo è che Berlusconi non è nuovo a boutade del genere. Frasi dette e poi smentite, posizioni prese e poi negate. Ancora una volta l’ex premier fa finta di non vedere l’elefante nella stanza che risponde al nome di Matteo Salvini. Il suo alleato con aspirazioni alte, anzi altissime, che spesso hanno messo di cattivo umore il signore di Arcore.

D’altronde, il duello sulla premiership non si è mai consumato. E anzi il gioco delle parti continua a tenere banco. Da Fabio Fazio, ad esempio, Berlusconi ha commentato l’agghiacciante possibilità di un Salvini premier: “Non posso fare il ministro di Salvini, sono incandidabile! (eggià, ndr.). Comunque se la Lega avesse più voti di Forza Italia, c’è un accordo preso tra gli alleati e con assoluta lealtà accetteremmo e sosterremmo Salvini premier, ma sono sicuro che vinceremo noi”.

Insomma, a destra la situazione è questa: da una parte c’è Giorgia Meloni, che da giorni sta soffiando sul fuoco della destra più reazionaria. Dall’altra c’è Matteo Salvini che un giorno sì e l’altro pure non perde occasione per confermare che la distanza dal suo principale alleato. E infine c’è lui, Berlusconi, che ad ogni uscita spariglia le carte ai suoi alleati e agli italiani. Quella sul Quirinale è solo l’ultima sparata che, per quanto improbabile, inquieta l’ascoltatore più attento. Perché una vittoria alle elezioni del 4 marzo darebbe al centrodestra la possibilità concreta di eleggere un suo esponente alla presidenza della Repubblica.

Circa un mese fa la questione è stata posta anche al leader Leghista. In un incontro a Milano gli hanno chiesto se Berlusconi corrispondesse all’identikit del prossimo presidente della Repubblica. “Diciamo che… è un ragionamento interessante – ha risposto l’alleato – però non dico altro. Facciamo prima il presidente del Consiglio”. Parole che fanno temere che l’ennesima sciocca boutade si trasformi in un vero incubo.

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