Salvini: “Berlusconi ha voluto una legge per assassini e stupratori”

Focus

Il leader leghista annuncia allo stop delle trattative con Forza Italia dopo che il partito di Berlusconi ha affossato la legge Molteni

Eccoli, di nuovo ai ferri corti. Che tra Berlusconi e Salvini politicamente non corra buon sangue non è un mistero. Le due formazioni, Forza Italia e Lega Nord, hanno su molti temi (quasi tutti) idee opposte, ma nonostante ciò alle elezioni si presenteranno uniti, salvo poi dividersi il giorno dopo.

L’ennesimo capitolo dello scontro è il no di Forza Italia alla legge Molteni approvata alla Camera con l’appoggio di Pd, Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia, ma osteggiata da Forza Italia che con il suo no in commissione Giustizia del Senato non ha permesso l’approvazione della legge in sede deliberante, vale a dire senza passare per l’Aula, e di fatto vista la fine della Legislatura l’ha definitivamente affossata.

La legge Molteni è un dispositivo che riforma il rito abbreviato nei processi, eliminando la possibilità di accedere a sconti di pena per gli autori di reati gravissimi, come lo stupro e l’omicidio.

Naturalmente il diniego di Forza Italia ha fatto andare su tutte le furie Matteo Salvini: “Stiamo ricevendo centinaia di telefonate, messaggi, mail di donne e uomini arrabbiati e delusi per l’incredibile scelta di Fi di proteggere stupratori e assassini. Per quanto ci riguarda, sospendiamo le nostre previste partecipazioni a tavoli e incontri con Fi e Berlusconi finché non ci sarà un chiarimento ufficiale“.

Berlusconi minimizza e ieri alla presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa ha dichiarato: “Salvini fa i capricci, ma ha portato il suo partito dal 4 al 14 per cento: sono certo che governeremo insieme”. Una frase che sicuramente non farà piacere al leader leghista, trattato come un bambino dall’ex premier.

Prova a fare da pontiere Giorgia Meloni: “Differenze, sfumature, incomprensioni tra i tre partiti del centrodestra saranno sempre molte, ma occorre capire una volta per tutte se si vuole stare insieme per dare all’Italia un governo credibile, oppure no. Propongo un incontro chiarificatore entro Natale”.

La frattura quasi sicuramente sarà sanata, ma è l’ennesima prova di differenze profonde tra il blocco di destra Lega/Fratelli d’Italia e i più moderati forzisti.

Lo scontro è commentato ironicamente da Matteo Renzi: “Oggi litigano quelli di destra, Berlusconi e Salvini. Dov’è la differenza? Che alla fine della rissa verbale, il centrodestra si presenterà unito. Cioè litigheranno prima, durante e soprattutto dopo, ma il giorno delle elezioni fingeranno di stare insieme per racimolare qualche seggio in più. Tutto legittimo, sia chiaro: ma si tratta di ipocrisia che tutti sanno e tutti fingono di non vedere. Solo in Italia – continua il segretario Pd – chi aderisce al Partito Popolare Europeo fa accordi con i populisti amici di Marine Le Pen nel silenzio dei commentatori che fino a qualche mese fa ci parlavano di Europa, Europa, Europa”.

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