Il Pd cerca un progetto unitario? L’Agenda Onu mette tutti d’accordo fino al 2030

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Agenda Onu

Il Partito Democratico di Pesaro e Urbino ha scelto il Bes e l’Agenda 2030 come strumento di pianificazione delle politiche locali

L’Italia – e quindi anche il Partito Democratico – un programma di governo, non quinquennale ma fino al 2030, ce l’ha già. È l’Agenda 2030 approvata dall’Onu nel settembre 2015, per la quale il Governo Gentiloni ha presentato la Strategia nazionale di attuazione nel luglio 2017. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile – per la precisione 17 – danno la linea a qualsiasi organizzazione politica che riconosca il valore della sostenibilità. Quella sostenibilità che non va più coniugata solo in ottica ambientale, ma che riguarda tutto l’agire politico, tutta la pianificazione strategica, dal lavoro alla giustizia all’urbanistica ai diritti civili, fino ovviamente all’ambiente.

Il Partito Democratico non può ignorare lo sforzo che l’Onu sta facendo: sforzo replicato, in Italia, dall’Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile trainata dall’ex ministro Enrico Giovannini, che da presidente Istat aveva “inventato” il Bes, l’indicatore aggregato del Benessere Equo Sostenibile. L’Asvis, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, sta portando nelle scuole – ma anche nella società civile – il patrimonio dell’Agenda 2030, educando le nuove generazioni e sensibilizzando chi opera nella governance pubblica e privata ad agire secondo i diversi paradigmi della sostenibilità. Chi volesse capire meglio e cercare spunti, può navigare su www.asvis.it.

Agenda 2030 e Bes vanno a braccetto. Nel senso che il Bes è lo strumento metodologico dell’Agenda 2030, che a sua volta è la declinazione politica, quasi militante, del Bes. Il Benessere Equo Sostenibile, tramite il Rapporto redatto annualmente dall’Istat, fornisce gli indicatori per la misurazione dell’Agenda 2030, e questa – dati alla mano – offre 169 target raggruppati in 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. E pensare che siamo stati anni a discutere di pianificazione strategica, governance, rendicontazione del lavoro amministrativo, accountability. Adesso abbiamo tutti gli strumenti, e probabilmente anche molte soluzioni.

Il Partito Democratico di Pesaro e Urbino ha scelto il Bes e l’Agenda 2030 come strumento di pianificazione delle politiche locali. Per ripartire sarebbe una grande opportunità anche per il Pd nazionale fare di questi temi cruciali, anche per le politiche locali, momenti di cultura politica. Il Bes e l’Agenda 2030 possono essere lo strumento adeguato a compiere questo percorso. Lo sviluppo sostenibile offre un quadro concettuale solido e utile per un progetto politico che vuole migliorare il benessere della vita delle persone. Il PD di Pesaro e Urbino, articolando il proprio territorio in bacini omogenei, sta cercando di declinare la “sostenibilità” dell’Agenda 2030 e la “misurazione statistica” del Bes in una sintetica road map capace di dare quella spinta necessaria al lavoro preparatorio per le Amministrative 2019. Noi questo percorso lo abbiamo già iniziato, pochi giorni fa, ricordando in una iniziativa specifica colui che per primo parlò della volontà di andare oltre il Prodotto Interno Lordo per misurare il benessere in una cornice più ampia: Robert Kennedy, un grande democratico, morto assassinato il 6 giugno 1968, mezzo secolo fa. Anche per noi il Bes non supera, ma integra il Pil.

Nel Pd e nell’Anci ci sono persone che hanno seguito da vicino il percorso di nascita e strutturazione del progetto Bes dell’Istat: andiamo a cercare quelle “energie” e valorizziamole. Il benessere, la qualità della vita, l’equità, la sostenibilità del nostro agire verso le generazioni future, sono argomenti e valori del nostro essere di centrosinistra. Non perdiamo l’occasione che abbiamo dinanzi, scegliamo il futuro come agenda del nostro presente.

 

Giovanni Gostoli – Segretario provinciale del PD Pesaro e Urbino
Pierpaolo Bellucci – Responsabile del Dipartimento Bes del PD Pesaro e Urbino

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