Legge sul biotestamento ad una svolta. Le relatrice De Biasi si dimette per aggirare l’ostruzionismo

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La relatrice a Palazzo Madama: “Il dolore di tutte le persone che si aspettano l’approvazione di questa legge non può più attendere!”

Il lungo e travagliato percorso della legge sul biotestamento potrebbe essere arrivato ad una svolta. Emilia De Biasi, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, ha annunciato che si dimetterà la settimana prossima da relatrice del ddl per riuscire così a portare il testo in aula aggirando l’ostruzionismo in commissione.

La senatrice dem aveva chiesto al presidente del Senato, Pietro Grasso, di poter utilizzare il cosiddetto “canguro”, il meccanismo che potrebbe aggirare la valanga di emendamenti che sono stati presentati per rallentare l’iter della legge. Per farlo però, se non c’è l’unanimità, è necessario inserire il provvedimento in aula. Passando per le dimissioni della relatrice. Cosa che De Biasi ha promesso di fare la prossima settimana, “dopo aver informato la commissione”.

Oggi, in un’intervista a Repubblica, la senatrice ha ripercorso tutti gli ostacoli messi in campo da chi sta cercando, da mesi, di fare ostruzionismo. Dalla lunga lista di audizioni richieste una volta che il testo era arrivato in Senato – circa 80, “Il tripo di quelle della Camera” – fino alla discussione generale: lì, racconta De Biasi, “Ap e centrodestra si sono iscritti in massa a parlare, perfino con senatori che non fanno parte della commissione. Una manovra chiaramente ostruzionistica”. La senatrice racconta anche di aver tentato di ridurre i tempi degli interventi, ma non ha potuto fare molto contro i 3.500 emendamenti arrivati per metà dalla Lega, e per il resto da Forza Italia e centristi.

Il biotestamento, insieme al provvedimento sullo Ius soli, è una delle leggi più attese e importanti che rischia di non essere approvata entro il termine della legislatura. De Biasi confida di portare a casa la partita entro Natale, senza nascondere le molte incognite ancora sul campo. In compenso sono in tanti a sostenere la causa. A partire dal presidente del Senato, Pietro Grasso, e dai senatori a vita – Elena Cattaneo, Mario Monti, Renzo Piano e Carlo Rubbia – che ieri hanno reso pubblico un appello affinché il Parlamento porti fino in fondo il lungo lavoro svolto in questi ultimi mesi.

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