Il giorno delle due aule per il biotestamento

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In Senato si continua a votare gli emendamenti al testo in maniera spedita, mentre a Milano si svolge il processo al tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

C’era chi nel centrodestra pensava che la notte avrebbe “portato consiglio”, soprattutto ai cattolici in Senato. E oggi è arrivata, nero su bianco, la replica dei cattolici del gruppo del Pd a Palazzo Madama. Con una conferma importante: voteranno la legge sul biotestamento, che non è, come dicono molti nel centrodestra, una scorciatoia verso l’eutanasia, ma una legge che evita “l’accanimento terapeutico”.

“Voteremo a favore del disegno di legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento perché avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è”, fanno sapere in una nota i senatori Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Lepri, Roberto Cociancich, Giuseppe Cucca, Giampiero Dalla Zuanna, Laura Fasiolo, Emma Fattorini, Nicoletta Favero, Claudio Moscardelli, Pamela Orru, Giorgio Pagliari, Angelica Saggese, Giorgio Santini, Francesco Scalia.

“Chi vorrà esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari potrà ora farlo – proseguono gli esponenti Pd – ma si tratta di una facoltà. Verosimilmente non saranno in molti a farlo, ma è giusto consentirlo. Per la grandissima parte delle situazioni, dove le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno espresse, continuerà ad esservi una virtuosa alleanza tra medico, paziente e fiduciario”.

A sperare nell’approvazione della legge è Valeria Imbrogno, la fidanzata di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, morto in Svizzera con il suicidio assistito: “Speriamo che passi la legge sul biotestamento e che vada tutto bene”, ha detto ai cronisti proprio prima di entrare in tribunale per il processo a Marco Cappato, tesoriere dell’ associazione Luca Coscioni, imputato per aiuto al suicidio del dj. Quello di oggi, oltre al biotestamento in Senato, è una giornata importante anche per questo, dato che anche questo processo rappresenta una vera battaglia per il raggiungimento di diritti importanti sul diritto di avere una morte dignitosa.

Le persone “sottoposte a sofferenze terribili con malattie irreversibili hanno il diritto di scegliere come morire, è un diritto umano fondamentale” e “per me era un dovere aiutare Fabiano, sono responsabile di averlo aiutato” ha detto Cappato in Tribunale precisando però di non aver “rafforzato il suo intento”. Fabo, ha raccontato l’esponente radicale, “mi diceva ‘se non mi aiuti, uno che mi spara lo trovo'”.

Nell’aula del Tribunale è stata proiettata la videointervista di Giulio Golia a Fabiano. Un momento toccante, che ha commosso non solo la fidanzata e la madre del ragazzo cieco e tetraplegico che ha scelto di morire in Svizzera, ma anche la pm Tiziana Siciliano e il pubblico presente.

Nel frattempo nell’altra aula, quella del Senato, le votazioni procedono in maniera spedita, nonostante la richiesta di voti segreti da parte del gruppo di Gaetano Quagliariello e di altri cattolici del centrodestra. Dopo aver respinto tutti gli emendamenti, anche i primi a scrutinio segreto, Palazzo Madama ha dato il via libera ai primi articoli della legge. E per domani è previsto il tanto atteso voto finale.

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