Biotestamento, storia di una legge attesa da anni

Focus

Da Piergiorgio Welby a Eluana Englaro fino a Fabiano Antoniani, in arte di Dj Fabo: casi simbolo di una lotta di civiltà

Fabiano Antoniani, in arte dj Fabo, è l’ultimo caso al centro delle cronache negli ultimi mesi e diventato il simbolo della lotta per una legge sul fine vita. Nel 2014 Fabiano subisce un incidente che lo rende cieco e tetraplegico. Inizia delle cure, sperando di riuscire a migliorare le proprie condizioni fisiche, ma nel giro di poco tempo si rende conto che non è possibile andare avanti così. Ed è per questo che, con grande dolore, ma anche molta sicurezza, decide di andare in Svizzera, in una clinica per il suicidio assistito. Ad accompagnarlo il radicale Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni che ora è imputato in un processo per la sua morte.

Ma bisogna tornare indietro di oltre dieci anni, alla morte di Piergiogio Welby per parlare dell’importanza di una legge come quella approvata oggi. Il militante del partito radicale era affetto da una grave forma di distrofia degenerativa che gli provocava tante sofferenze e in seguito anche crisi respiratorie importanti che lo costrinsero all’uso di un respiratore automatico per poi essere sottoposto a una tracheotomia. Da lì la sua richiesta di staccare la spina; una richiesta che si trasforma in battaglia civile, attraverso forum e messaggi pubblici, grazie anche al sostegno dei radicali e dell’Associazione Luca Coscioni. Ma una legge non c’era e per questo motivo la politica cerca di abbreviare le sofferenze di Welby chiedendo l’intervento del Consiglio superiore di sanità come fece l’allora ministro della Salute Livia Turco, anche se in quel caso il Consiglio diede parere negativo. Il 20 dicembre 2006 dopo essere stato sedato, a Welby viene staccato il respiratore e l’ordine dei medici riconosce che il dottor Mario Riccio – che lo ha aiutato a morire – ha agito nella piena legittimità del comportamento etico e professionale e nel 2007 viene prosciolto perché il fatto non costituisce reato.

Un altro caso simbolo di questo lungo viaggio verso il diritto di autodeterminazione del malato è Eluana Englaro, in stato vegetativo per 17 anni in seguito a un incidente stradale. Suo padre Beppino inizia una lunga battaglia per garantire alla figlia una morte dignitosa che arriva nel 2009 in seguito all’autorizzazione della Corte d’Appello civile di Milano all’interruzione del trattamento di idratazione e alimentazione forzata.

Sono tante le proposte di legge su fine vita e testamento biologico presentate negli ultimi anni in Parlamento. Tra queste la numero 13 del 2013, depositata in Senato da Luigi Manconi (“Norme in materia di relazione di cura, consenso, urgenza medica, rifiuto e interruzione di cure, dichiarazioni anticipate”) e il disegno di legge 1088 di iniziativa di Luigi Manconi, Sergio Lo Giudice e Francesco Palermo depositato nel 2014 in Senato (“Norme per la legalizzazione dell’eutanasia”), mai approvati. Finalmente oggi la storia è cambiata.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli