Nuovo guaio per la giunta Raggi: bocciata la proposta di bilancio. Cosa succede ora?

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La capogruppo del Pd in Campidoglio, Michela Di Biase: “Ci avevano rassicurato sulla tessitura del bilancio che non è non avvenuta”

Nuova tegola sulla giunta Raggi. Oggi l’Organismo di Revisione Economico-Finanziaria del Campidoglio (Oref) ha dato parere negativo alla proposta di bilancio di cui si sta discutendo in Consiglio. Non era mai successo prima d’ora e stavolta non si tratta di nomine sbagliate o dimissioni di assessori, bensì di una probabile paralisi del Campidoglio.

“Una cosa simile non era mai successa. – ha commentato il senatore del Pd, Raffaele Ranucci – Sostanzialmente si ritiene il Bilancio previsionale del comune di Roma non in equilibrio finanziario”. Un giudizio, spiega Ranucci, che rende “necessario un ripensamento da parte della giunta e del sindaco altrimenti, se dovessero procedere lo stesso con l’approvazione, ci esporremmo a un possibile esposto della Corte dei Conti”.

Un pericolo, questo, che Roma si dovrebbe risparmiare. “Ci avevano rassicurato sulla tessitura del bilancio che non è non avvenuta – tuona la capogruppo del Pd in Campidoglio, Michela Di Biase – Si mettessero di nuovo a lavoro e in tempi brevi”.

Altrettanto polemica la deputata Pd, Ileana Argentin. “Se non siete in grado neanche di fare il bilancio – scrive in una nota indirizzata ai pentastellati capitolini – andatevene a casa o chiedete perlomeno aiuto”. “Cara Raggi, – prosegue poi la deputata dem – tu e la tua squadra come giustificherete questa cosa? Anche in questo caso parlerà Grillo sul suo blog? Desidero dirvi, con onestà intellettuale, che se vi serve io sono qui: non per fare politica con voi, ma perché non voglio, responsabilmente, abbandonare Roma”.

Anche Marco Miccoli deputato romano del Pd non risparmia critiche: “È ingiusto prendersela solo con la Raggi per il fallimento dei 5 stelle a Roma. Facile. Quel fallimento è il frutto di una storia collettiva, figlia di un imbroglio perpetrato ai danni del paese e di Roma. Per anni si è spiegato agli italiani e ai romani che bastava l'”honesta’!”, cacciare i “pdidioti”, tagliare qualche spreco e le ruberie. Facile. Non serve una classe dirigente, lo studio di situazioni complesse, l’esperienza fatta sui territori, nei luoghi di lavoro, nelle amministrazioni. No, con due slogan scemi e scontati si risolve tutto. Facile”. Forse troppo, e i risultati si vedono.

Cosa succede adesso? Ora la discussione del testo potrebbe ripartire da zero e di certo si scavalcherà il termine del 31 dicembre previsto dalla legge, a dispetto delle previsioni del 5 Stelle che in questi giorni aveva fissato l’obiettivo della votazione finale al 23 dicembre. Il 2017 comincerà dunque in gestione provvisoria, senza un vero programma di spesa. La giunta avrà comunque due mesi di proroga (già concessa dal governo a tutti gli enti locali) per rimediare all’errore. E se la Raggi non commenta l’accaduto, ci pensa l’assessore al bilancio Andrea Mazzillo. Ovviamente affidando a Facebook una nota: “Valuteremo le prescrizioni e le osservazioni dell’Oref, in modo che la giunta possa adottare al più presto un nuovo schema di bilancio da sottoporre all’Assemblea capitolina. I revisori contabili sono stati particolarmente rigorosi nella loro analisi e noi vogliamo raccogliere questa sfida al rigore”.

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