Governo all’attacco di Boeri. Gentiloni: “Frasi che mi fanno paura”

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L’affondo del presidente Inps su Di Maio: “Affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico significa perdere il contatto con la crosta terrestre”

Continua lo scontro tra il governo giallo-verde e il presidente dell’Inps. Ieri in audizione alla Camera, Boeri ha confermato le stime allegate al Decreto Di Maio, anzi ha affermato che le stime “possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato”.

“Le stime Inps – ha precisato Boeri – non considerano alcun effetto relativo alla reintroduzione delle causali. Si tenga presente che la percentuale di soggetti con durata del contratto effettiva compresa tra 13 e 24 mesi è circa il 7% (140.000 lavoratori); tale platea potrebbe avere problemi di rinnovo in relazione alle causali che potenzialmente potrebbero generare periodi di disoccupazione”.

Il presidente dell’Inps è poi tornato sugli attacchi personali che ha ricevuto precisando che se “nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale”.

Poi l’affondo su Di Maio che secondo Boeri perde il “contatto con la crosta terrestre”. Infatti “affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico è un esercizio molto pericoloso perché, prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale”.

Naturalmente queste parole hanno suscitato subito la reazione grillina, naturalmente sui social è arrivata la risposta di Di Maio che ha affermato: “La verità è che oggi si è seduto sui banchi dell’opposizione. Non è la prima volta, speriamo sia l’ultima”, affermazioni che contengono una nemmeno tanto velata richiesta di dimissioni.

Ma è tutto il M5s ad attaccare, Carla Ruocco definisce le parole di Boeri un “vergognoso comizio contro Di Maio”, mentre il capogruppo D’Uva chiede le dimissioni del presidente dell’Inps perché “le parole usate ieri in commissione lavoro sul Dl Dignità tradiscono un atteggiamento politico, non tecnico”.

Dal Pd la difesa di Boeri, Martina attacca: “L’idea che un Istituto cruciale per il paese come Inps possa essere leso nella sua autonomia di lavoro da un governo che vorrebbe piegare anche questi soggetti dello Stato ai propri voleri è pericoloso e grave”, mentre Delrio suggerisce a Di Maio di “modificare il Dl Dignità invece di attaccare Boeri”. Sulla polemica è intervenuto anche Paolo Gentiloni : “Quando sento un importante ministro della Repubblica dire che, se il presidente dell’Inps dà dei dati con i quali lui non è d’accordo, dovrebbe candidarsi e fare politica a me fa paura. Io ho vissuto con il presidente dell’Inps un anno e mezzo e alcuni dati che dava non facevano certo il gioco del governo. Ma qui parliamo dei fondamenti del funzionamento del nostro sistema”.

In difesa di Boeri si è schierata anche Susanna Camusso, che anche non condividendo “il punto di partenza della relazione” insiste che “l’Inps non deve essere piegato a quello che dice il governo: è illiberale”.

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