Bologna ricorda le sue vittime. Martina: “Tutti insieme per fare luce”

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A 38 anni da quel drammatico episodio ci sono ancora molte “zone d’ombra” da chiarire

In piazza Medaglie d’Oro a Bologna l’orologio della stazione è ancora fermo alle 10,25 di quel triste 2 agosto del 1980, quando una bomba sventrò la sala d’aspetto della stazione provocando 85 morti e circa 200 feriti. La ferita di quel tragico episodio è ancora aperta e la conclusione della vicenda giudiziaria non ha convinto tutti. Per questo i familiari e le istituzioni cittadine continuano a chiedere la verità sui mandanti della strage, chiedono che si faccia luce sulle “zone d’ombra” di cui ha parlato anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo messaggio di oggi: “L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia”.

La strage terroristica più sanguinosa e feroce nella storia della Repubblica italiana, l’ha definita il segretario dem Maurizio Martina presente alla commemorazione assieme al presidente della Camera Roberto Fico e al ministro della Giustizia Bonafede e al Sindaco della Città, Virginio Merola. Martina ha parlato di “una strage fascista, eseguita dal terrorismo nero, coperta negli anni da depistaggi di apparati deviati e da troppi silenzi dello Stato”. Ma soprattutto, come le cariche dello Stato presenti, ha chiesto di “andare avanti nell’impegno concreto verso la verità”. “Ci sono stati dei fatti importanti anche negli ultimi anni – ha evidenziato – penso alla direttiva sulla desecretazione, che hanno segnato delle novità fondamentali che adesso bisogna assolutamente rafforzare e irrobustire, con impegni quotidiani”.

E a chi in queste ore sta sminuendo gli episodi di fascismo che ultimamente stanno avvenendo nel nostro Paese, il sindaco Merola dice: “Ditelo ai familiari delle vittime del 2 Agosto e ai bolognesi, guardandoli in faccia, senza la scorciatoia dei social network, che non esiste più il problema del fascismo”.

Poi, all’arrivo in piazza Medaglie d’Oro, dal corteo si è alzato l’urlo “ora e sempre Resistenza”. E il presidente dell’Associazione familiari vittime, Paolo Bolognesi, ha dato il via al ricorso con i tre fischi di locomotore e a un minuto di silenzio. Con i manifestanti che alla fine della commemorazione si sono sciolti in un lungo e commovente applauso.

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