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Il “ministro delle “raccomandazioni” perde le staffe e offende il Senato

Non chiarisce nulla e innervosito insulta l’aula di Palazzo Madama. Il ministro Bonafede è riuscito a scatenare la bagarre in Senato. Chiamato in aula a Palazzo Madama per rispondere a un’interrogazione del Pd sulla “natura dei suoi rapporti con l’avvocato”, il guardasigilli ha confermato quanto detto da Virginia Raggi: è stato lui, insieme a Fraccaro, a presentare l’ex presidente di Acea alla sindaca di Roma. “Ho presentato un professionista eccellente – ha detto Bonafede parlando dell’avvocato coinvolto nell’inchiesta della Procura di Roma sulla costruzione del nuovo stadio della Roma – che ha dimostrato a Livorno il suo valore”. E riguardo al suo studio legale, Bonafede aggiunge: “Negli ultimi sei anni non c’è stato nessun rapporto professionale tra il mio studio legale e l’avvocato Lanzalone”. Risposte, quelle del guardasigilli, definite dalla senatrice Valeria Valente “scarne e ambigue”. “Lei non ci ha detto – ha aggiunto la senatrice dem – se e come ha segnalato l’avvocato Lanzalone a studi professionali di amici o peggio ancora ad amministrazioni amiche da Livorno per arrivare a Roma. L’avvocato Lanzalone è oggi indagato in una grave e pesante indagine per corruzione”. “Mentre si è mostrato un mancato ministro della Giustizia quando si è trattato di dire parole nette su questioni di sua competenza – ha dichiarato Valente – si è mostrato invece un ministro solerte e puntuale quando si è trattato di avanzare segnalazioni e raccomandazioni di qualche suo amico o collega. Lei rischia così di essere ricordato come un ministro delle raccomandazioni più che un ministro della Giustizia”. “Lei oggi di fronte a quest’aula dopo il silenzio assordante sulla delicata questione del Tribunale di Bari che vi ha visto portare avanti una operazione che addirittura in quel caso ha visto coinvolti soggetti che hanno dichiarato di aver finanziato poteri criminali lei, dopo le mancate risposte su quella vicenda oggi ne aggiunge altre, aggiunge altri silenzi e non detti che pesano come un macigno sui di lei su di voi su questo Governo e sulla maggioranza che lo sostiene”. Ma poco prima di (non) rispondere all’interrogazione del Pd, il ministro ha attaccato l’aula, scatenando il caos in aula: “Ricordavo il question time come uno strumento serio, su cui pungolare i ministri su atti presi dal governo, e non un circolo creativo con forze politiche che non hanno nulla da fare”. Pronta la risposta dei senatori Pd, con fischi e proteste e il senatore pd Rampi picchiato da un collega del Movimento 5 stelle. A quel punto la presidente Casellati è stata costretta a interrompere la seduta. “Con tutto il rispetto che posso avere nei suoi confronti – ha detto successivamente Casellati a Bonafede – a nessuno è permesso di usare espressioni che possano offendere la dignità di quest’aula. Lo dico a lei lo dico a tutti. Neppure lei lo può fare”. “Il ministro della giustizia Bonafede – commenta il senatore dem Dario Parrini su Twitter – non può permettersi di definire il Senato un circolo ricreativo. E invece l’ha appena fatto, in aula. Questo è antiparlamentarismo allo stato puro. Perfettamente in linea con le dichiarazioni del padrone dei 5S Casaleggio sul Parlamento da abolire. Da ‘circolo ricreativo’ a ‘bivacco di manipoli’ il passo può essere molto breve”.

 

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