Bono Vox: “L’Europa è un’idea che deve diventare un sentimento”

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Il leader degli U2 alla vigilia del concerto al Forum di Assago: “Il progetto europeo va ripensato e aggiornato, ma i nostri valori no”

“Per trionfare in quest’epoca travagliata, l’Europa è un’idea che deve diventare un sentimento”.
È quanto scrive oggi in un intervento su Repubblica il leader degli U2 Bono Vox, che domani suonerà con la storica rock band al Forum di Assago per la prima delle quattro date previste nella tappa italiana del tour.

Due mesi fa alla vigilia del tour europeo la band aveva annunciato, suscitando scalpore, che nel corso dei concerti su palco sarebbe sventolata una “grande, sgargiante bandiera blu dell’UE”, per dirla con le parole del leader.
Una scenografia che accompagnerà anche i quattro concerti di Assago, una scelta dal forte valore simbolico in un’Italia a trazione grillo-leghista che nel frattempo è diventata, nel frattempo, il centro delle tensioni sovraniste che agitano il Vecchio Continente.

Una vera e propria lettera d’amore all’Europa, quella scritta da Bono, che malgrado non sia un’idea particolarmente in voga di questi tempi, ricorda come “negli ultimi 50 anni non vi sia stato posto migliore in cui nascere dell’Europa stessa”, perché “gli europei sono più istruiti, più al riparo dagli abusi delle grandi multinazionali, e conducono una vita migliore, più lunga, più sana e più felice” rispetto a ogni altra regione del mondo.

Insomma il leader degli U2, da irlandese e dunque forse con addosso una memoria più fresca di difficoltà e conflitti, ha messo l’accento su quelle cose che, come sempre accade se vissute o agite per lungo tempo, finiscono con l’essere date per scontate, anche se si tratta di conquiste imprescindibili e importantissime come la pace.

“L’appartenenza all’Europa ci ha permesso di diventare una versione migliore e più sicura di noi stessi”, scrive ancora Bono, e a proposito del sovranismo in ascesa “tutti questi successi sono ora minacciati, perché il rispetto per la diversità – premessa dell’intero sistema europeo – viene messo oggi in discussione”.
E ancora “I nazionalisti affermano che la diversità è un pericolo. Rifugiatevi – ci dicono – nell’omogeneità, scacciate il diverso. La loro visione per il futuro mi sembra molto simile al passato”.

A proposito dell’Italia, Bono scrive: “è stata al centro del grande progetto comune europeo. Adesso invece si trova al centro di una crisi che minaccia tutti noi e che, se lasciamo che le nostre divisioni ci definiscano, potrebbe consumarci”.
“Alcuni elementi di quel progetto devono essere ripensati e aggiornati – conclude Bono – ma i nostri valori e le nostre aspirazioni no. Rendono l’Europa molto più di un luogo geografico. Rappresentano il vero nucleo di chi siamo come esseri umani, e di chi vogliamo essere. Su quell’idea di Europa vale la pena scrivere canzoni, e sventolare grandi e sgargianti bandiere blu”.

Nel frattempo oggi il leader della band irlandese si è recato in visita al Parlamento europeo a Bruxelles, da dove in conferenza stampa ha detto: “Sono qui come un fan dell’Europa e dell’Africa, e come artista penso di avere un ruolo da svolgere nel raccontare l’idea di essere europeo e cantare qualcosa che scaldi il sangue”.
Le migrazioni dall’Africa sono “un’incredibile opportunità”, ha detto ancora, perché “Il Continente sta chiedendo una nuova partnership e dovremmo sederci insieme tra eguali e conquistare il mondo”. Di recente, ha aggiunto Bono, “ho iniziato a ripensare all’idea di casa e ho capito che questa è casa mia. Sono europeo, oltre che irlandese, e l’idea di un patriottismo allargato è emozionante”.

“Rimaniamo sorpresi nel vedere il pubblico ai concerti alzarsi in piedi e applaudire un simbolo oggetto di grandi polemiche”, ha detto Bono. E vedremo da domani quale sarà la reazione del pubblico italiano.

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