Boschi: “Se votassimo oggi, supereremmo il 40%”

Focus

Il ministro delle Riforme alla Festa de l’Unità allontana la prospettiva del voto anticipato, ma replica a D’Alema sui numeri del Pd nei sondaggi

INVIATO A MILANO – Sul palco della Festa de l’Unità sale l’orgoglio della linea renziana del Pd declinato al femminile. Maria Elena Boschi, Valeria Fedeli e Marina Sereni hanno provenienze diverse ma oggi sono d’accordo nel ritenere che quella attuale è l’unica linea possibile per i Democratici e per questo respingono gli attacchi che vengono dalla minoranza dem. Anzi, “una parte piccola della minoranza, perché – ricorda la vicepresidente della camera – gran parte di chi non ha votato per Renzi al congresso oggi è d’accordo con il suo percorso riformista”.

Il Pd sostiene Renzi, perché il Pd siamo noi, sono le persone che sono qui questa sera”, ci tiene a precisare il ministro delle Riforme, respingendo le rappresentazioni per cui il partito appare più impegnato a contrastare il governo piuttosto che a sostenerlo. Il pubblico sostiene questa lettura e fa partire qualche fischio quando il moderatore cita Massimo D’Alema. Boschi li ferma, ma replica ai raffronti numerici dell’ex premier: “Il Pd nel 2013 aveva il 25%, con Renzi ha raggiunto il 40,8. È vero che oggi i sondaggi danno numeri più bassi, ma anche se fossero veri avremmo guadagnato comunque 7-8 punti rispetto a due anni fa”. Dopo lo spiraglio lasciato aperto da Delrio alla possibilità di elezioni anticipate, il ministro delle Riforme garantisce che “fino al 2018 non andremo a votare”, ma si dice altrettanto certa che “se dovessimo andarci oggi quel 40,8% lo supereremmo ancora”.

Sulla riforma del Senato, Boschi spiega che la prossima settimana ci sarà una nuova assemblea del gruppo del Pd a palazzo Madama, ma “non possiamo aspettare di decidere all’unanimità, decideremo anche a maggioranza, come fanno tutti i gruppi”. D’altra parte, anche Fedeli ammette di non riuscire a vedere che “pur di fronte a un dibattito molto aspro nel Pd, ci sia una minoranza che si prenda la responsabilità di mandare sotto il governo sulla riforma costituzionale. Proverei imbarazzo – aggiunge – a ritrovarmi pezzi del Pd che votano tranquillamente insieme alle opposizioni”.

 

(foto di Stefano Minnucci)

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