Bravo Mattarella a richiamare i giornalisti proni ai governanti

Focus

Sacrosanto richiamo in tempi di conformismo soprattutto del servizio pubblico

Ancora una volta, meno male che Mattarella c’è. Nel suo discorso di ieri, impeccabile dal punto di vista istituzionale, il capo dello Stato ha anche fatto cenno a un problema che sta diventando centrale per la qualità della democrazia italiana: l’informazione.

Mattarella ha citato il giudice Black che nel 1971 – mentre infuriava la polemica sulle rivelazioni sulla guerra in Vietnam – disse che la stampa “è fatta per servire i governati, non i governanti”: una frase valida in ogni tempo e in ogni luogo ma che non è stata pronunciata a caso.

Evidentemente, pur senza voler forzare il pensiero del Presidente, egli avverte un certo andazzo conformistico, malattia antica – è vero – di certo giornalismo nostrano ma che negli ultimi tempi sta esondando verso l’ossequiosa riverenza del Potere.

In particolare l’informazione della Rai sta diventando un cattivo esempio di giornalismo. In questi senso fra Tg1 e Tg2 si fa a gara a chi è più prono verso il governo. Mentre gli spazi di libertà tendono a restringersi, o comunque si tenta di restringerli. Come nel caso di Radio radicale, vittima dell’aggressione di un certo grillino che si chiama Vito Crimi del quale, dopo il fallito putsch, non si è più sentito parlare.

Piuttosto –  e Mattarella lo ha ricordato-  è necessario che lo Stato dia una mano, con leggi apposite, a difendere e valorizzare l’informazione libera. Grazie, Presidente.

 

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