Brexit, bocciato il no deal. Ora May deve trattare con Corbyn

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May dovrà provare a trovare un’intesa su un testo comune con il Labour di Jeremy Corbyn, all’opposizione

Per un solo voto e grazie ad una maggioranza trasversale la Camera dei Comuni ha approvato la legge sul rinvio della Brexit oltre la scadenza del 12 aprile che esclude il no deal, ovvero il divorzio dall’Unione europea senza un accordo.  Lo ha sancito ancora una volta il Parlamento britannico, varando questa volta una apposita legge che impedisce esplicitamente il cosiddetto “no Deal” e impone alla Premier Theresa May di chiedere all’Ue una proroga.

La decisione è arrivata durante la notte di mercoledì dopo l’ennesima riunione della Camera dei Comuni sul delicato tema del divorzio dall’Europa. Il testo, promosso dalla laburista Yvette Cooper, in realtà non ha affatto messo d’accordo il Parlamento visto che è passato per appena un voto di scarto: 313 voti favorevoli contro 312 contrari. La mossa, appoggiata dal governo conservatore, ha avuto però il merito di isolare gli oltranzisti e raggiungere una, seppur risicata, maggioranza trasversale e ora permetterà al governo di poter chiedere più tempo all’Ue per i trattati in caso di rischio di divorzio senza accordo.

Non solo, la nuova legge, che ora passa alla Camera dei Lord dove però la votazione dovrebbe essere poco più di una semplice formalità, potrebbe addirittura spingere il Regno Unito a partecipare alle prossime elezioni per il Parlamento Ue in caso di non accordo. Una vera e propria svolta dopo settimane di trattative senza esito che avevano spinto il Paese il governo May in un vicolo cieco. Una possibilità non tanto remota visto l’approssimarsi  del 12 aprile, termine ultimo fissato da Bruxelles per avere una riposta, e il sostanziale stallo nelle trattative dopo la bocciatura da parte dello stesso Parlamento britannico dell’accordo siglato con l’Ue.

Alla luce delle divisioni insanabili interne ai conservatori e più in generale al governo, May ha deciso di provare a trovare un’intesa su un testo comune con il Labour di Jeremy Corbyn, all’opposizione. I due lavorano oggi a un testo per una Brexit più ‘morbida’ che preveda l’appartenenza all’unione doganale.

Prima la leader di governo concorderà un piano con l’Opposizione e poi chiederà all’UE un’estensione “la più breve possibile” all’UE. Qualsiasi documento ovviamente dovrà essere approvato dal Parlamento britannico, con il Consiglio Europeo che durante la riunione della prossima settimana che potrà consultarlo.

Adesso resta da capire come si comporterà Bruxelles. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Junker, ha detto che al Regno Unito non sarà concessa alcuna proroga a breve a meno che il parlamento britannico con ratifichi l’intesa entro il 12 aprile, termine fissato per evitare la partecipazione di Londra alle elezioni del parlamento europeo.

L’Europa infatti aveva già fatto sapere di poter accettare un nuovo rinvio sugli accordi ma solo in cambio di una pausa molto lunga, si parla di almeno nove mesi, durante la quale li Regno Unito dovrà partecipare alle elezioni europee di maggio. Il Consiglio europeo dei capi di governo si riunirà proprio il 10 aprile per dare il suo via libera al nuovo rinvio.

 

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