Studio shock sulla Brexit: il divorzio danneggerà il Regno Unito, in ogni caso

Focus

Il documento commissionato dal governo di Theresa May ha preso in esame tre possibili scenari: tutti si sono rivelati negativi

La “mattanza” della Brexit sta emergendo con tutti i suoi risvolti più pesanti. Già la chiusura della prima parte delle trattative tra Londra e Bruxelles aveva certificato che a beneficiare dell’uscita non è stato il Regno Unito (Theresa May ha ceduto su tutta la linea, altro che hard Brexit) ma, almeno a livello d’immagine, senza dubbio, l’Unione Europea.

Ad aggravare ulteriormente il bilancio è un documento commissionato dal governo britannico per calcolare l’impatto economico del divorzio. Documento i cui risultati saranno esposti questa settimana dai singoli ministri, per poi essere discussi collegialmente dal Gabinetto la prossima settimana, ma che non lasciano spazio a interpretazioni particolari: l’uscita di Londra dall’Unione danneggerà il Regno Unito in ogni caso. Lo rende noto il quotidiano The Times.

Gli studi sono parte integrante del dibattito interno all’esecutivo impegnato nei negoziati con Bruxelles ed hanno preso in considerazione tre diversi scenari basati sugli accordi commerciali esistenti tra l’Ue ed altri soggetti internazionali. Il primo scenario contempla un accordo commerciale onnicomprensivo tra il Regno Unito e l’Unione Europea: in tal caso, nei prossimi 15 anni la crescita dell’economia britannica sarebbe inferiore di 5 punti percentuali rispetto alle attuali previsioni. Nello scenario definito “no deal”, che non vede quindi alcun accordo post-Brexit, i rapporti Gb-Ue verrebbero regolati secondo le attuali regole dell’Organizzazione per il commercio internazionale: in tal caso la crescita economica britannica si ridurrebbe dell’8 per cento nel quindicennio considerato. Persino lo scenario migliore, la cosiddetta “soft Brexit” che prevede la permanenza nel mercato unico attraverso l’appartenenza del Regno Unito alla European Economic Area (come ad esempio la Norvegia e la Svizzera), l’economia britannica perderebbe comunque il 2 per cento nel periodo considerato.

Le analisi in questione sono state elaborate dal dipartimento per l’Uscita dall’Unione Europea in collaborazione con il ministero del Tesoro e sarebbero dovute restare segrete, almeno per il momento, ma sono in qualche modo filtrate al sito Buzzfeed News: il deputato laborista euro-entusiasta Chris Leslie ha chiesto che i documenti vengano immediatamente resi pubblici nella loro integralità. Di contro il Times anticipa che i Brexiteers ne contesteranno la validità.

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