Le buche di Roma, ormai è una questione di dignità

Focus

Abbiamo piantato dei mini cactus nelle buche, per segnalarle provocatoriamente all’amministrazione Raggi. Invitiamo tutti a fare lo stesso

A Roma continua l’emergenza buche. Dall’anno scorso ad oggi non è cambiato nulla. I motorini cadono, i pneumatici che si bucano. E i romani fanno lo slalom tra i crateri. Visto che le segnalazioni non bastano per far agire l’amministrazione Raggi, anche quest’anno abbiamo riproposto la nostra manifestazione pacifica “Fiori cresciuti in mezzo ai sampietrini”, per lanciare una provocazione mediatica, ironica e spingere il Comune ad intervenire.

Questa volta però abbiamo scelto un format diverso: siamo andati nelle perfierie.

Le periferie: tutti ne parlano, nessuno ci va. La sindaca Raggi ha parlato della necessità di tornare nelle periferie, ma si presenta lì solo quando c’è da chiedere voti. E di questo le persone che vivono lì sono stanche. Sono stufe di essere trattate come granai di voti. Sono stanche di vivere in quartieri “dormitorio”, in cui si torna solo a dormire o –ancora peggio – in cui ci si vergogna a tornare.

Spinaceto, Tor Bella Monaca, San Basilio. Per ogni periferia con noi è venuto un attore che ci ha fatto da testimonial: Nicolas Vaporidis a Tor Bella Monaca, Leonardo Bocci a Spinaceto, Ludovico Fremont a San Basilio. Nei prossimi giorni aderiranno anche altri attori e personalità.

Abbiamo piantato dei mini cactus nelle buche, per segnalarle provocatoriamente all’amministrazione Raggi, ma allo stesso tempo per lanciare una denuncia sullo stato di abbandono delle periferie stesse: assenza di servizi, di centri sportivi, di presidi sanitari, di aree verdi.

Ma perchè i cactus? Perchè i cactus rappresentano la desolazione e l’abbandono. Perchè i cactus crescono nel deserto e LE PERIFERIE ROMANE SONO I DESERTI DELLA CAPITALE.

Non è solo una questione di decoro e sicurezza, qui si tratta di dignità. Dignità di una città che non può essere la barzelletta d’Italia. Dignità dei romani che non possono bucare una ruota a settimana, solo per l’inerzia della politica.
Per questo da oggi lanciamo una campagna in cui invitiamo tutta Roma, tutti voi, a fare lo stesso nei vostri quartieri. A scendere per strada e piantare un cactus o un fiore nella buca sotto casa. Fatelo. Facciamolo, senza vergogna. Solo tutti insieme faremo la differenza e ci faremo sentire.
Le cose si possono toccare.

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