Le bufale sui migranti che fanno la fortuna di Salvini&Co

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Una ricerca condotta su 22 Paesi conferma: sull’immigrazione immesse in Rete centinaia di bufale. Così cambia la percezione dell’opinione pubblica

L’ultima terribile bufala è quella circolata in Rete sulla tragedia dei bambini annegati qualche giorno fa al largo della Libia, e le cui immagini, con i corpicini immobili e vestiti di rosso, hanno fatto il giro del mondo suscitando un’ondata di indignazione.

Uno “storytelling”, come si dice, poco favorevole al racconto della realtà che si va sempre più affermando, e che per questo qualcuno ha pensato bene di sconfessare, come ricostruito da Repubblica.it, con dei macabri (e dilettanteschi) fotomontaggi che avrebbero attestato la presunta falsità della notizia (in realtà confermata dall’Unhcr).

Un livello di cinismo difficilmente immaginabile, ma che la dice lunga su quanto potente e attivo continui a essere il network della fake news online e che è in realtà solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti.
Sul tema dell’immigrazione in particolare, che tanta fortuna ha portato in Europa e negli Stati Uniti a populisti e destra estrema, i numeri del divario tra la realtà e la percezione che di essa ha la società fanno pensare a una vera e propria manipolazione dell’opinione pubblica.

A svelarli è una ricerca sulle fake news riguardanti i migranti condotta dall’associazione no-profit turca Teyit, membro dell’International Fact-Checking Network (Ifcn), e che ha riguardato 22 paesi (tra cui Italia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti).
Le bufale scovate (e analizzate) sono state 162, con un’indagine condotta su 83 contenuti singoli, tutti diventati virali.

C’è ad esempio il video dell’uomo che spintona e picchia una dottoressa in un ospedale. Attribuito a seconda dei Paesi a un siriano in Germania o a un magrebino in Francia, è stato condiviso migliaia di volte da pagine e siti fautori della linea dura sugli immigrati, eppure in realtà tutti i protagonisti del video sono russi, picchiatore, medico e ospedale.

Oppure la foto con migliaia di persone in attesa per salire su un’imbarcazione, risalente alla “crisi” degli arrivi di albanesi in Italia del ’91, ma usata dai distributori di bufale, soprattutto italiani, come la prova delle migliaia di persone in fuga dalla Siria verso l’Europa. E poi ci sono i profughi che rifiutano il cibo della Croce Rossa per via del simbolo, i militanti dell’Isis che aggrediscono la polizia tedesca, e tutta una sequenza di malefatte (fasulle) attribuite agli immigrati.

Una galleria degli orrori (e di bufale) declinata tra l’altro in maniera diversa in ogni Paese a seconda della particolare “sensibilità” del luogo, come ha stabilito di recente un’indagine degli oltre 200 fact checkers riuniti a Roma per il quinto Global Summit dell’Ifcn.

Un lavoro minuzioso che, stando alle statistiche, sta dando i suoi frutti. In Italia in particolare secondo i sondaggi la percezione è di una presenza di stranieri di oltre il 25%, mentre in realtà gli extracomunitari presenti nel nostro Paese, compresi cinesi, americani e svizzeri, è di appena il 6% della popolazione.

Numeri che pongono l’Italia al primo posto per il divario tra i numeri effettivi e la loro percezione nell’opinione pubblica. Una tendenza confermata anche dagli ultimi numeri sugli sbarchi diffusi dal Viminale: sono calati in un anno del 79%, ma la narrazione sposata per primo dal ministro dell’Interno Matteo Salvini racconta tutta un’altra storia, quella di un’invasione che non c’è.

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