Bye bye lavoro. Il decreto dignità è legge

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Il dl con 155 voti a favore diventa legge. Fassino: “Rende più difficili i contratti a tempo determinato, ma non facilita il passaggio all’indeterminato”

Bye bye lavoro: le scritte sui cartelli esposti dai senatori dem al momento dell’approvazione in Senato del decreto legge dignità esprimono in modo chiaro la posizione degli esponenti del Pd a Palazzo Madama.

Ma il dl dignità è ormai legge: il Senato ha dato il via libera definitivo con 155 sì, 125 no e 1 astenuto. Per il deputato pd Piero Fassino la legge è un disastro perché “rende più difficili i contratti a tempo determinato, ma non facilita il passaggio all’indeterminato”.

“La fiducia? Avete fatto peggio che metterla, perché avete messo il bavaglio alle opposizioni” ha dichiarato in aula il capogruppo del Pd Andrea Marcucci annunciando il voto contrario al decreto legge. Per il senatore dem Palazzo Madama “ha subito una umiliazione” in quanto “il nuovo regolamento consente di procedere velocemente in aula, con il presupposto che i provvedimenti possano essere analizzati in modo serio e produttivo in commissione voi lo avete impedito”.

“Il vostro – ha affermato Marcucci rivolgendosi al governo e alla maggioranza – è il decreto disoccupazione, altro che dignità. Crea più precarietà e più lavoro nero e riduce i posti di lavoro. Parliamo di persone in carne ed ossa, che con il vostro dl dignità si troveranno in mezzo alla strada, ecco come combattete la precarietà, licenziando i lavoratori. Avete fatto cartastraccia di tutte le cose positive dei governi di centrosinistra e lo avete fatto sulla pelle della gente”.

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