Calenda accusa la Raggi: “Non mi risponde al telefono, manderò un telegramma”

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Il ministro dello Sviluppo aveva chiesto alla Sindaco di mettersi intorno ad un tavolo per parlare di Roma, ma senza ricevere risposta

Volete sapere come lavora una giunta a 5 Stelle in una grande città? Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ci racconta il “caso Raggi”.

”Da dieci giorni aspetto una risposta dal sindaco Raggi, che ho visto sui giornali molto impegnata in altre cose. L’ho chiamata e non ha risposto, casomai le manderò un telegramma. Ma se non avrò risposta, io lunedì il tavolo sulla capitale lo sconvoco. Perché un tavolo su Roma senza il sindaco sarebbe una cosa naif”.

La convocazione è stata fatta in riferimento alla situazione della capitale. “E’ chiaro che un tavolo non basta per risolvere i problemi della città. Abbiamo girato il nostro materiale sulle imprese e sulla produttività nella Capitale al sindaco e alla Regione – ha detto – e ora aspettiamo. Io non sono nessuno- sottolinea- però faccio il ministro pro tempore allo Sviluppo e ho lavorato con un gruppo di persone per capire i problemi di Roma, ma se tu non mi rispondi manco al telefono è difficile, manderò un telegramma”. Calenda poi rassicura la Sindaca, il lavoro “non è fatto per dimostrare se il sindaco sta governando bene o male perché i problemi di Roma non sono di 5 minuti fa e non sono solo della politica. Non c’è nessun intento di attribuire responsabilità – insiste- ma solo di mettere tutti attorno a un tavolo”.

Questo ha provocato “la solita cagnara politica…e poi pero’ ti passa la voglia di farlo”, osserva. Infine, conclude: “Se qualche forza politica romana pensa di non fare niente e aspettare che passi il cadavere mi sembra un’idea fessa perché il cadavere che passa è quello di Roma e la gente lo sa benissimo”.

La situazione politica nella Capitale sta cominciando ad esplodere. Dopo il rinvio a giudizio della Sindaca, la bocciatura del bilancio da parte dell’Oref e le responsabilità politiche del disastro nella città, arriva la richiesta di dimissioni da parte di Giachetti per “falsità seriale”.

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