Zingaretti apre il cantiere della lista aperta. Martina: “Ma teniamoci il simbolo”

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La proposta di Zingaretti apre il dibattito. Il sì di Calenda: “Disponibile a candidarmi”

L’idea circola da tempo ma oggi Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, l’ha rilanciata in un’intervista al Messaggero: alle Europee ci potrà essere una lista unitaria (Pd più altre forze progressiste e europeista) che come tale non avrebbe il simbolo del Pd:”Non è un dogma” il simbolo, appunto, afferma il candidato alla segreteria dei Dem.

La spinta unitaria trae ossigeno dalla necessità di contrastare nel voto di maggio l’egemonia sovranista e anti-europea che in questo momento è al governo in molti Paesi fra i quali il nostro; e dalla constatazione che nella fase attuale non basta il Pd da solo ma occorre l’unità delle varie sigle e forze che si richiamano all’idea di un’Europa sociale e solidale: non dunque un escamotage tecnico-elettorale ma un’alleanza in grado di competere con le forze populiste e sovraniste, una coalizione larga “in cui il Pd svolga il ruolo di promotore” e dove, appunto, il “simbolo del partito non è un dogma”. Rinunciare alla propria bandiera per federare l’europeismo italiano.

E la proposta di Zingaretti trova subito il consenso dell’ex ministro Carlo Calenda: l’ex ministro è soddisfatto dalla proposta: la proposta di Zingaretti va nella direzione del  suo Fronte Repubblicano? “Sì”, risponde secco Calenda all’Adnkronos. E sarebbe disponibile a impegnarsi in prima persona, da candidato, in questa lista? “Rispondo di sì, ma al momento non voglio dire di più”.

Ma da Maurizio Martina non arriva la stessa dose d’entusiasmo. “Per le europee, che coincideranno tra l’altro anche con il voto in tanti comuni, dobbiamo promuovere una lista aperta che si rivolga ai tanti democratici e riformisti che vogliono battersi per la nuova Europa. Per me non si tratta di rinunciare al simbolo PD ma di concorrere a una proposta più larga”.

Matteo Richetti, che si presenta alle primarie con Maurizio Martina, aveva sottolineato che “oggi la scena politica italiana e internazionale richiede davvero una ripartenza che segni anche un nuovo inizio, anche sulle forme della politica. E’ un percorso che non si chiude il 26 maggio, ma le europee sono una tappa fondamentale e anche lì va messa in campo la disponibilità a costruire qualcosa di più largo del solo Pd”.

Fuori dal Pd, nei mesi scorsi anche Laura Boldrini e Massimo Cacciari avevano ipotizzato una scelta del genere. L’ex presidente della Camera, esprime apprezzamento: “Apprezzo la proposta di Nicola Zingaretti di costruire per le prossime elezioni europee una lista unitaria e aperta al mondo della scuola, del lavoro, ai giovani e all’associazionismo. E’ una prospettiva sulla quale io stessa sto lavorando da mesi perché sono convinta che per suscitare interesse e partecipazione, soprattutto dei giovani, serva presentarsi alle prossime elezioni europee con una proposta inedita e innovativa, senza simboli di partito, nella quale si riconoscano le tante realtà sociali che negli ultimi anni non si sono più sentite rappresentate dalle forze progressiste. Il voto del 26 maggio – prosegue Laura Boldrini – sarà determinante per il futuro, si confronteranno due visioni alternative di società per l’Italia e per l’Europa. Soltanto unendo le forze e aprendo alle migliori energie della nostra società sarà possibile contrastare la deriva nazionalista e costruire il progetto di un’Europa nuova”.

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