La discriminazione a Calolziocorte: vietato l’accesso ai migranti in alcune zone

Focus

Il sindaco leghista di Calolziocorte alle porte di Lecco fa approvare un regolamento che suddivide in aree il paese: in alcune è vietato l’accesso ai migranti

In questi mesi gli amministratori della Lega hanno abituato gli italiani a provvedimenti disumani e discriminatori. I casi dei bambini stranieri discriminati nelle mense hanno provocato una forte reazione della società civile.

Ecco nella corsa a chi imita meglio il leader Matteo Salvini oggi scala la classifica il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi. Nel paese alle porte di Lecco l’amministrazione di centrodestra ha approvato un regolamento fortemente discriminatorio e con forte sentore di incostituzionalità.

L’amministrazione – come racconta il Corriere della Sera – ha diviso il paese in zone. Ci sono le zone rosse, nove in tutto, che saranno assolutamente vietate ai migranti. Nove zone in prossimità di scuole e della stazione ferroviaria in cui i migranti non potranno avvicinarsi. A queste si aggiungono cinque zone blu, nei pressi della biblioteca e degli oratori, in cui l’ingresso sarà consentito ai migranti solo dopo aver ricevuto un nulla osta dal comune.

In effetti c’è un grosso problema di migranti nel paese che ne ospita circa trenta su una popolazione di circa tredicimila. Una cifra irrisoria che non provoca nessun disagio. I migranti sono tutti ospitati in centri vicino alla chiesa e alle elementari.  Nel regolamento si legge: “Tra centri di accoglienza, scuole e stazione dovrà esserci una distanza minima di 150 metri, misurata calcolando il percorso pedonale più breve”.

Il regolamento diventerà operativo nell’arco di un paio di giorni, e il sindaco leghista non pare intenzionato a fare passi indietro: “L’obiettivo è quello di salvaguardare le zone sensibili, più o meno come già accade per le sale slot”. E poi si difende: “Nessuna discriminazione. Viste le molteplici problematiche sociali e di sicurezza che queste strutture possono generare, vengono semplicemente individuate le zone sensibili da salvaguardare, la stazione, le scuole, gli oratori, la biblioteca. Il documento poi non è retroattivo, non vale per le realtà già presenti”.

Un provvedimento che le opposizioni considerano illegittimo minacciando di ricorrere alla magistratura.

La protesta del Pd

Ma il caso è stato ripreso anche a livello nazionale. Il senatore lombardo Eugenio Comincini parla di “vergognosa ghettizzazione” e annuncia un’interrogazione al ministra Salvini. Gli fa eco il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci che parla di apartheid. Anche l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli commenta la notizia definendo il regolamento: “Razzista, scandaloso, illegale e ridicolo”.

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