Che cosa ha detto Conte alla Camera sui migranti ( e non solo)

Focus

Duro attacco del premier al Trattato di Dublino, quello che la Lega ha approvato quando era al governo con Berlusconi

“Va superato il criterio del ‘Paese di primo arrivo’, anche questo non è idoneo a gestire i flussi in modo efficace e sostenibile. Va infatti affermato il principio che chi sbarca in Italia (o in qualsiasi altro Paese di primo arrivo) sbarca in Europa. Questo principio lo ripeterò come un mantra”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Aula alla Camera in vista del Consiglio Ue al via domani, non ha dubbi. “L’ho detto nei miei primi incontri bilaterali di qualche settimana fa – prima a Parigi con il presidente francese Macron e poi a Berlino con la Cancelliera tedesca Angela Merkel – l’ho ripetuto al pre-vertice di domenica scorsa e lo ripeterò domani al Consiglio europeo. Le coste italiane, greche, spagnole, sono coste europee. Se davvero esiste un’Europa, l’Europa di Schengen, fondata sul binomio responsabilità-solidarietà, come dicono tutti a parole, allora questo criterio del ‘Paese di primo arrivo’ va superato”, rimarca Conte.

E’ un duro attacco del premier al Trattato di Dublino, quello che la Lega ha approvato quando era al governo con Berlusconi e che poi in Europa non ha mai contribuito a cambiare. Ora non ci sono più margini per modificarlo ma, secondo Conte, è arrivato il momento di superarlo: “Non ci sono più dubbi sul fatto che sia del tutto inadeguato a gestire i flussi migratori”.

“C’è bisogno di un’Europa più giusta e più equa, sull’immigrazione sono in gioco i valori dell’Europa unita” ha continuato Conte assicurando che sul fronte dell’immigrazione “l’Italia continuerà a fare la sua parte”. “L’Italia – ha aggiunto parlando dei soccorsi in mare compiuti dai nostri militari e dalla Guardia costiera – da anni salva l’onore dell’Europa nel Mediterraneo”.

Reddito di cittadinanza

“5 milioni di persone non possono più attendere” dice il premier alla Camera riferendosi ai dati Istat diffusi ieri. “Il dato Istat sulla povertà non può essere ignorato. Oltre 5 milioni di persone vivono sotto la soglia della povertà assoluta”. “Il problema della povertà si intreccia con quello del divario territoriale ha aggiunto – per questo pretendiamo che l’Ue contribuisca a offrire risposte, consentendo un più ampio uso dei Fondi europei. Nel programma abbiamo messo il reddito di cittadinanza, nella discussione proporrò che il negoziato riservi un’attenzione più sostanziale ai Fondi per il sostegno all’inclusione sociale, penso al Fondo sociale europeo che potrebbe finanziare un potenziamento dei centri per l’impiego”.

“L’Italia è un contributore netto del bilancio Ue pensiamo di meritare maggiore attenzione”. Nel dibattito sul prossimo bilancio europeo, ha aggiunto, “proporrò che il negoziato riservi un’attenzione finanziaria più sostanziale dei fondi europei destinati all’inclusione sociale e il fondo sociale europeo che potrebbe finanziare la riforma sull’impiego, il bilancio 2021-2027 è uno strumento chiave per raggiungere questo traguardo”.

Tasse ed evasione fiscale

“Intendiamo portare anche a Bruxelles la nostra visione sulla riforma del sistema tributario, spiegarlo e contribuire al dibattito in quella sede. L’Italia ha bisogno di ridurre la pressione fiscale, come ci siamo impegnati a fare con il nostro programma di governo, e di accompagnare a questa misura la riduzione del cosiddetto ‘red tape’, la burocrazia che, unita alla pressione fiscale, ha conseguenze nefaste sulla qualità del rapporto tributario tra lo Stato e i contribuenti, come sulla competitività del nostro Paese”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, parlando alla Camera nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì. “Il Consiglio Ue discuterà dunque anche di questa leva necessaria per rendere l’Europa più competitiva. Da parte nostra, appoggeremo tutti gli sforzi contro l’elusione e l’evasione fiscale. Cercheremo in particolare di progredire nella messa a punto di un sistema di definizione della base imponibile, superando la frammentazione dei sistemi d’imposizione nazionali”.

I rapporti con la Russia

“Credo che non debba esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, alla Camera, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì, parlando dei rapporti con la Russia. “Sul punto occorre molta cautela, le sanzioni costituiscono un mezzo e non un fine”.

Brexit

“Rispetto al tema della Brexit la questione più difficile resta quella del confine tra Irlanda e Nord-Irlanda, su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane con l’obiettivo di preservare la pace e l’Accordo del Venerdì Santo e di evitare la sciagurata ipotesi di un recesso senza accordo che sarebbe inaccettabile per imprese e cittadini. Anche per questo motivo porterò all’attenzione dei miei colleghi europei la difesa senza ambiguità dei diritti dei nostri connazionali che vivono nel Regno Unito, per avere dalle Autorità britanniche impegni precisi e puntuali, vigilando in particolare sui diritti delle categorie più vulnerabili e in difficoltà”.

 

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