Quel finale di Montalbano chiuso in un cassetto

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La carriera letteraria del grande scrittore, tra romanzi storici e il commissario diventato un cult. “Il finale è pronto, pubblicatelo dopo la mia morte”

Dopo aver lavorato alla produzione e alla regia di alcuni sceneggiati in Rai, Andrea Camilleri esordisce come scrittore nel 1978 con il romanzo Il corso delle cose, un libro che aveva in realtà scritto dieci anni prima, pubblicato con un editore a pagamento, e che per questo rimarrà pressoché ignoto al grande pubblico.

L’esordio con una grande casa editrice avviene invece due anni dopo, nel 1980, quando per Garzanti esce Un filo di fumo, il primo romanzo nel quale comparirà la cittadina immaginaria di Vigata. Ai suoi esordi, il grande romanziere metterà Vigata al centro soprattutto di romanzi storici, spesso costruiti sullo spunto di fatti di cronaca realmente accaduti, che diventeranno veri e propri squarci sulla cultura siciliana e più in generale del sud Italia, mettendone a nudo insieme aspetti romantici e tragici.

Anche da questi romanzi, oltre che dal celeberrimo Montalbano, sono stati tratti sceneggiati tv di grande successo. L’ultimo è stato La stagione della caccia, trasmesso proprio quest’anno da RaiUno.

Già con il primo romanzo Camilleri riceve il suo primo premio letterario, a gela. Successivamente, nel 1984 passa a Sellerio, che diventerà la sua casa editrice di riferimento, con la quale pubblica La strage dimenticata, che a differenza dell’altro romanzo non riscuoterà particolare successo.

È forse questa la ragione della lunga pausa che a questo punto della carriera si prenderà Camilleri, che tornerà nelle librerie solo quasi dieci anni dopo, nel 1992 con La stagione della caccia e nel 1993 con La bolla di componenda, ancora una volta romanzi storici ambientati tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.

L’esordio di Montalbano

Montalbano farà il suo esordio sulle pagine di un romanzo nel 1994, con il poliziesco La forma dell’acqua e successivamente, nel 1995, con Il birraio di Preston, che partecipa al premio Viareggio e comincia a dare al commissario siciliano una certa popolarità, con quasi 70mila copie vendute.

Ma il boom vero è del 1999, quando contestualmente alla pubblicazione, sempre con Sellerio, di La concessione del telefono e La mossa del cavallo, la Rai inizia a trasmettere la serie tratta dai polizieschi firmati da Camilleri, con protagonista Luca Zingaretti.

Come spiegato dallo stesso autore, la struttura dei romanzi di Montalbano è ben delineata: “Per un romanzo di Montalbano diciotto capitoli ciascuno di dieci pagine, ogni pagina nel mio computer vuol dire 23 righe. Un romanzo ben congegnato sta perfettamente in 180 pagine. Per i racconti, 24 pagine, o meglio 4 capitoli di 6 pagine ciascuno. Se non sento questa mia metrica vuol dire che qualcosa non va”.

Dopo un altro romanzo storico pubblicato nel 2001 (Il re di Girgenti), tra il 2004 e il 2008 escono altri otto romanzi con protagonista Montalbano, ricevendo nel 2007 il premio letterario ‘La Tore – Isola d’Elba’.

Le incursioni tra romanzi fantastici e arte

Oltre a continuare ad animare le vicende del commissario, Camilleri si dedica nei primi anni duemila anche ad altri progetti, tra cui il romanzo Acqua in bocca scritto a quattro mani con Carlo Lucarelli e pubblicato con Minimum fax, nel quale a Montalbano si affianca l’ispettore Grazia Negro, creata dal giornalista.
Non manca poi una trilogia di romanzi fantastici, e una serie di romanzi dedicati ai pittori Caravaggio, Guttuso e Renoir, editi da Mondadori.

L’ultimo romanzo pubblicato dallo scrittore è Lettera a Matilda, dedicato alla nipote, nel quale Camilleri racconta la propria vita e che per questo suona quasi come un testamento letterario.

La cecità e il finale di Montalbano

Nel 2016 il grande scrittore pubblica il suo centesimo romanzo, L’altro capo del filo, nella cui nota finale annuncia che si tratta del primo Montalbano “scritto nella sopravvenuta cecità”, e per questo dettato alla sua assistente Valentina Alferj.
Come annunciato dallo stesso autore, le vicende di Montalbano sono destinate a una conclusione, che l’autore ha già scritto e che ha chiesto vengano pubblicata solo dopo la sua morte.

A questo proposito, nel 2006 Camilleri ha dichiarato: “Ho scritto la fine dieci anni fa, ho trovato la soluzione che mi piaceva e l’ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l’Alzheimer. Ecco, temendo l’Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell’editore. È semplicemente conservato in un cassetto”.
Un cassetto che adesso qualcuno dovrà aprire.

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