Cannabis, la sfida del Canada: legalità, sviluppo e trasparenza

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Dal 17 ottobre 2018 il Canada è diventato il primo Paese al mondo, dopo l’Uruguay, a rendere il possesso e il consumo di marijuana legale al 100%

Allo scoccare della mezzanotte, in Canada, nell’isola di Terranova, è stato fatto il primo acquisto legale di cannabis per uso ricreativo, in un centro dove si era formata una coda di centinaia di persone in attesa di fare altrettanto. Il Canada è così divenuto il secondo Paese al mondo, dopo l’Uruguay che aveva provveduto nel 2013, dove il possesso e l’uso di cannabis è legale, dappertutto ed al 100%.

La legge per il consumo ricreativo di marijuana era stata approvata la scorso giugno dal Parlamento canadese, prevedendo appunto un periodo di circa un anno per mettere a punto tutte le questioni burocratiche ed i dettagli, che variano di Provincia in Provincia. Justin Trudeau, il giovane Primo Ministro che non ha mai fatto mistero di avere fatto uso occasionale di cannabis (da giovane e da meno giovane), ha così rispettato la promessa.

La vendita di cannabis, il cui consumo era già largamente tollerato, è così pienamente legale.

Si esce allo scoperto, si mette alle corde il mercato clandestino (severamente punito e ora in difficoltà, tant’è vero che gli spacciatori – oltre a rischiare ovviamente la prigione – per reggere pare che debbano effettuare sconti tali da perdere gran parte del guadagno), e soprattutto lo Stato incamera una bella somma per il ricavato delle tasse, che verranno divise tra Governo provinciale e Governo centrale (nella misura del 75% e 25%).

Si prevedono entrate sino ad oltre un miliardo di dollari all’anno.

I canadesi, popolo pragmatico, non sono preoccupati dai rischi per la salute: secondo un sondaggio commissionato dallo stesso Governo, la maggior parte dei cittadini preferisce che il ricco ricavato dalle tasse sulla vendita di cannabis venga devoluto non a campagne anti-consumo ma a sostenere la sanità pubblica.

Come si diceva, sono i singoli territori a decidere le modalità di vendita: nessuna creerà vincoli eccessivi, proprio perché la gran parte del gettito fiscale resterà alla stessa Provincia. Diverse sono le singole scelte tra le diverse Province canadesi: ad ovest, la British Columbia gestirà tutto direttamente, così come il Quebec ad est. Il modello è quello della vendita di alcolici: la SAQ (Société des alcools du Québec) per questi ultimi, la SQDC (Société Québécois du Cannabis) per la cannabis. E’ un modello un po’ ingessato, ma che garantisce sicurezza, legalità e qualità del prodotto.

Il Quebec, tutt’altro che un territorio proibizionista, ha anche elevato la quantità massima di possesso legale, dai 30 grammi delle altre Province a ben 150 grammi. Nei Nunavut Territories, gelidi e spopolati, si può acquistare cannabis con una semplice telefonata, più o meno come da noialtri ordinare una pizza (salvo i rigidissimi controlli sull’età).

L’Ontario sta preparando ora una legge che assicurerà la vendita di cannabis anche in alcuni negozi privati con licenza: dovrebbe essere tutto in regola dalla primavera.  In Saskatchewan tutto viene delegato ai privati: la domanda per avere le licenze era così elevata che si è dovuto effettuare un sorteggio per scegliere i primi venditori, ma altre verranno messe a breve sul mercato.

In Nova Scotia si utilizzeranno inizialmente i negozi in cui già vengono venduti alcolici, creando così piccole “oasi del proibito non più proibito”. La stima è che in poche settimane apriranno oltre un centinaio di negozi in tutto il paese, che come noto pur essendo secondo solo alla Russia per dimensioni, conta soltanto 37 milioni di abitanti, la gran parte dei quali vicini al confine statunitense. A proposito, attenti alle gite fuoriporta: la cannabis in buona parte del territorio USA non è la benvenuta. Il rischio è, nell’ipotesi migliore, di essere espulsi e banditi a vita dall’ingresso in territorio americano, e in quello peggiore di doverci rimanere per qualche anno, ma tra quattro mura!

Nessun problema invece per chi si sposta da un territorio all’altro del Canada: si può portare, rimanendo nel limite dei 30 grammi, la propria “scorta personale” in aereo. Resta, fortunatamente, il divieto per chi si occupa della sicurezza degli aerei, per hostess e steward, e per i piloti. Quelli è bene che vadano “high” solo in altitudine…

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