Stop di Salvini alla proposta M5S sulla cannabis

Focus

Si apre un nuovo fronte nel governo. Dalla Lega con Salvini arriva la bocciatura definitiva alla proposta M5s sulla cannabis

Si apre un nuovo fronte nella maggioranza di governo. Ormai le tensioni si susseguono e giornalmente si aprono casi in cui i due partiti – Lega e M5s – hanno visioni differenti. Oggi le polemiche si sono concentrate intorno alla proposta presentata nei giorni scorsi in Senato dal senatore del M5s Matteo Mantero di un disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.

I propositi di Mantero

Secondo il senatore Mantero, la legalizzazione della cannabis “consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che ricordiamolo nel mondo il business complessivo del narcotraffico secondo le stime si attesta a 560 miliardi di euro l’anno, mentre in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Pil nazionale, più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati”.

Lo stop della Lega

Il primo no era arrivato dal ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana: “Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della cannabis non sono concordate. Si tratta infatti di un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”.

Il no definitivo di Salvini

A mettere una pietra tombale sulla proposta ci ha pensato oggi il vicepremier Matteo Salvini che si è limitato a dichiarare: “La proposta M5S sulla cannabis non passerà mai e non è nel Contratto di governo”. Una dichiarazione che non lascia spazio a margini di trattative, e che apre una nuova polemica tra i due alleati di governo, sempre più ai ferri corti.

Saviano: “L’Italia ha bisogno di coraggio”

Sul tema è intervenuto anche lo scrittore Roberto Saviano intervistato dalla rivista di settore BeLeaf: “L’Italia ha bisogno di coraggio, e un governo che afferma di voler lavorare esclusivamente seguendo quanto scritto in un contratto è sicuramente un governo privo di coraggio. Un’iniziativa – specifica Saviano – immediatamente bloccata dall’alleato leghista perché la materia non è presente nel contratto di governo. Nonostante, negli anni scorsi, le relazioni annuali della Direzione nazionale antimafia avessero espresso una certa apertura nei confronti della legalizzazione – appurato, una volta per tutte, il fallimento delle politiche proibizioniste – di legalizzazione e di droghe si occupano in pochi e questi pochi non trovano ascolto presso le istituzioni”

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