Cantone lasciato solo dal governo dice addio all’Anac

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Il magistrato ha presentato al Consiglio superiore della magistratura una candidatura per guidare le Procure di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone.

Raffaele Cantone è pronto a lasciare la guida dell’Autorità nazionale Anticorruzione. Il magistrato ha presentato al Consiglio superiore della magistratura una candidatura per guidare le Procure di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone. Nella decisione peserebbe il rapporto con il governo giallo-verde.

Prima è stato attaccato, poi ignorato e dunque, come dice lui, “mi sono sentito sopportato e siccome non sono uomo per tutte le stagioni ho meditato a lungo e poi ho capito che era arrivato il momento di tornare a fare il mio mestiere”.

Il Corriere della Sera cita dei virgolettati del magistrato, che dal 2003 vive sotto scorta. “Più volte nelle ultime settimane Cantone si è sfogato per provvedimenti che ‘mi preoccupano’ come la norma del ddl anticorruzione che ‘ha alzato a 150 mila euro il tetto per gli appalti con procedura diretta’ oppure per le ‘uscite’ di Matteo Salvini che voleva ‘strappare e riscrivere il codice per gli appalti’.

E dunque la sensazione di Cantone è diventata quasi certezza: ‘Sembra che il problema del Paese sia diventato l’anticorruzione'”.

Il quotidiano ricorda che “il primo ad attaccarlo fu Giuseppe Conte che il 7 giugno, appena nominato presidente del Consiglio, ci tenne a dire che ‘dall’Anac non abbiamo avuto i risultati che speravamo’. Qualche giorno dopo ci fu una retromarcia, ma ormai il segnale era stato inviato e infatti Cantone non ha mai avuto ‘la sensazione che ci fosse la volontà di marciare insieme’. Ancor più freddi i rapporti con Luigi Di Maio, tanto che più volte ha detto di non aver capito ‘se sono davvero interessati alla materia’. Un quadro che in meno di un anno lo ha dunque convinto sulla necessità ‘di fermarmi, perché questa esperienza è ormai finita'”.

Durissime le reazioni del Pd che ricorda chi è e cosa ha fatto il magistrato nella sua carriera. 

”Un Paese che perde un baluardo contro la corruzione come Raffaele Cantone è un paese sbagliato- dice il deputato dem Emanuele Fiano della presidenza del Gruppo Pd. – Un governo che fa sentire chi dirige l’Autorità anticorruzione di essere sopportato è un governo pericoloso. Da quasi 5 anni l’attività anticorruzione in Italia, sotto la sua guida, ha ottenuto apprezzamenti in tutto il mondo. La notizia del suo abbandono dell’incarico all’Anac rappresenta una perdita grave per tutto il Paese la cui responsabilità sta nel governo Conte”.

Posizione ribadita dal deputato dem Walter Verini: “La decisione di Raffaele Cantone di lasciare l’Anac, è un nuovo gravissimo danno inferto da questo governo al Paese. L’Anac e Raffaele Cantone sono stati in questi anni e sono un presidio di rispetto delle regole e di trasparenza. Questo governo fin dall’inizio ha mostrato di “sopportare” a stento queste cose. Lo provano i provvedimenti che consentiranno di vendere ai privati i beni confiscati alle mafie. Lo provano le norme che non obbligano gare pubbliche per assegnare lavori fino a cifre altissime, lo provano i provvedimenti sulla prescrizione che rallenteranno i processi contro i corrotti. E lo provano tanti atti di un governo che la corruzione fa finta di combatterla. Però solo con gli slogan. Un governo degno di questo nome farebbe di tutto per rafforzare organismi come l’Anac e mettere personalità come Cantone nelle migliori condizioni per operare, non per costringerli ad andarsene”.

“Per il governo dei condoni il problema è l’Anticorruzione. Noi invece siamo orgogliosi di avere voluto #Anac e di aver lavorato con un servitore dello Stato come #Cantone, lasciato solo dal governo della propaganda”commenta su twitter il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina.

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