Caos a Roma. Evacuati musei e metro, scuole in ordine sparso

Focus

Un’altra difficile giornata per la Capitale. E anche al Nazareno i dipendenti del Pd sono stati evacuati

“Restiamo in piedi anche se questa terra trema”: così, via twitter, la frase di una canzone del rapper Kaos diventa la perfetta descrizione di una mattina romana preoccupata dal terremoto che ha di nuovo colpito la zona centrale del Paese.

Studenti fuori dalle aule, impiegati  in fuga dagli uffici, metro ferme per due ore, edifici pubblici e musei evacuati. E anche al largo del Nazareno la sede del Pd è stata temporaneamente evacuata e i dipendenti sono scesi in strada. Un po’ di panico ma nessun incidente.

La paura sì, quella c’è stata soprattutto tra i genitori che in molti casi sono andati a riprendere i bambini dalle scuole anche se non c’è stata alcuna ordinanza di evacuazione da parte della sindaca Raggi che ha invece mandato un messaggio tranquillizzante ai romani: “Nessun danno, nessun motivo di allarme”.

Passa qualche minuto e la sindaca si affretta però  a precisare via Fb che “le scuole non sono state  evacuate, ma abbiamo avviato verifiche sugli edifici”. Fatto sta che la paura è stata forte, anche nelle scuole si sono ritrovati a vivere momenti difficili: una maestra di una scuola elementare del centro storico racconta di un  bambino che si è messo a piangere abbracciandola per la paura. Molti studenti delle superiori affidano ai social le loro reazioni: alcuni si sono messi sotto i banchi, altri hanno passato la mattinata in cortile perché in molti casi i presidi hanno in autonomia deciso di sgombrare le classi.

In alcuni casi c’è stata polemica fra i genitori, preoccupati che i figli siano stati lasciati al freddo o comunque in una situazione non governata. C’è stato effettivamente caos nelle scuole, in assenza di indicazioni precise.

 

Vedi anche

Altri articoli