Caos economia: spread alle stelle, risparmi dei cittadini sotto attacco

Focus

La linea suicida del governo sta portando l’Italia a sbattere contro un muro

Più il governo tira dritto inseguendo i suoi ideologismi politici, più lo spread s’infiamma. È un refrain che va avanti ormai da settimane, se non da mesi, che si consolida inevitabilmente a poche ore dalla nuova bocciatura della manovra da parte dell’Ue (prevista per domani).

Il verdetto della Commissione europea sarà infatti determinante per il futuro della nostra economia. Ne sono ben consapevoli gli investitori, che ieri hanno praticamente disertato l’asta dei Btp italiani. Forse un po’ meno i risparmiatori, che finora non hanno fatto sentire molto la loro voce.
Il punto è che non si tratta soltanto delle sanzioni che l’Italia sarà costretta a pagare, quanto piuttosto del clima di tensione (e di rottura definitiva) che si profila all’orizzonte fra governo e Ue.

L’esecutivo continua a non mostrare alcuna volontà di tornare sui suoi passi nonostante gli innumerevoli richiami di Bruxelles; continua a mostrarsi indifferente davanti agli inviti di Mattarella su un dialogo più costruttivo; e non presta minimamente attenzione alle ansie delle autorevoli istituzioni, italiane e internazionali.

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Inoltre l’Eurogruppo di ieri, criticando in maniera unanime la manovra italiana, ha messo in risalto un elemento di novità politica che la maggioranza gialloverde finora non aveva preso in considerazione, ovvero l’isolamento del governo italiano anche dai Paesi che inizialmente considerava potenziali alleati nella lotta contro l’Ue.

Soli contro tutti, quindi. Ed è chiaro che in un clima del genere gli investitori internazionali comincino a disfarsi dei nostri titoli di Stato. In mattinata, a inizio seduta, il differenziale con il bund tedesco ha superato la ragguardevole soglia dei 330 punti base continuando la sua inesorabile cavalcata verso la preoccupante quota 400. È la semplice logica dei mercati: perché infatti avere tra le mani qualcosa che rischia di perdere quasi completamente il suo valore (soprattutto con la spaventosa ipotesi di uscita dalla moneta unica)?
Ma ciò che preoccupa di più è soprattutto l’indifferenza della maggioranza di fronte all’incedere della crisi finanziaria. In questo senso è arrivato stamani un monito da Confindustria: “Quando sentiamo ‘che ce ne frega dello spread’ – ha avvertito il presidente Vincenzo Boccia – capiamo che dobbiamo contribuire ad alfabetizzare la politica”.

E preoccupa l’allarme dell’Abi che denuncia un aumento dei tassi dei mutui legato alla crescita dello spread. Quindi, se davvero i gialloverdi volessero rispettare il loro slogan “prima gli italiani”, dovrebbero tenere bene in mente che con lo spread alle stelle i primi a rimetterci sarebbero proprio gli italiani.

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