Caos migranti: tanto peggio per l’Italia, tanto meglio per Salvini

Focus

Avrebbe dovuto bloccare gli sbarchi e rimpatriare i migranti irregolari. Le promesse di Salvini sono, però, rimaste tali: promesse, consapevolmente mai mantenute, per continuare a soffiare sul fuoco della paura dell’invasione e aumentare il consenso puntando sulla pancia e sui timori di un elettorato continuamente sollecitato su questi temi. Lo scontro tra Salvini e il […]

Avrebbe dovuto bloccare gli sbarchi e rimpatriare i migranti irregolari. Le promesse di Salvini sono, però, rimaste tali: promesse, consapevolmente mai mantenute, per continuare a soffiare sul fuoco della paura dell’invasione e aumentare il consenso puntando sulla pancia e sui timori di un elettorato continuamente sollecitato su questi temi.

Lo scontro tra Salvini e il ministro della Difesa Trenta sulla vigilanza delle coste italiane; le tensioni interne al movimento 5 Stelle dove i sostenitori di Roberto Fico giudicano Di Maio troppo schiacciato sulle posizioni salviniane; le incomprensioni con la magistratura e gli attacchi del ministro leghista ai giudici; un Dl Sicurezza bis che, con la scusa di reprimere l’immigrazione clandestina, appare repressivo e sbilanciato nell’attribuzione di poter al ministro dell’Interno: sono tutti elementi che concorrono a creare caos, e l’unico che finora si è mosso a suo agio nel caos è stato proprio Salvini, quasi che avesse fatto suo il principio scriteriato del ‘tanto peggio, tanto meglio’.

Salvini alle crociate contro le Ong

La guerra alle Ong? Pura propaganda. I dati ufficiali dicono che le organizzazioni non governative hanno portato in Italia soltanto l’8 per cento dei migranti arrivati via mare nel 2019.
I dati, elaborati dal ricercatore dell’ISPI Matteo Villa, nmostrano che nel 2019 sono sbarcati in Italia 3.073 migranti: soltanto 248 sono arrivati a bordo delle navi delle ong, circa l’8 per cento.

Gli altri 2.825 (il 92%) sono arrivati in modi meno visibili, lontani da riflettori della stampa. Si tratta di quelli che sono stati definiti “sbarchi fantasma”, a bordo di piccole imbarcazioni o gommoni arrivati fino ai confini delle acque territoriali italiane e poi trainati in porto da navi militari italiane.

Un altro dato che dovrebbe far riflettere è quello che collega la presenza delle ong con le partenze dei migranti. Oggi, sul Messaggero, il capo della Guardia costiera di Tripoli, ammiraglio Abdalla Tumia, osserva che le Ong “offrono sicuramente un effetto calamita“. In realtà, i dati dimostrano il contrario: nei giorni in cui le ong erano al largo della Libia le partenze sono state 32, mentre nei giorni in cui non c’era nessuna ong sono state 34.

Abbandonati

Il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, esponente di una lista civica di sinistra, intervistato dal quotidiano tedesco Die Welt, non risparmia le critiche al governo “da cui si sente abbandonato” nella gestione dell’immigrazione: “La situazione è estremamente tesa nell’hotspot che, progettato per 97 persone, ne ospita attualmente 250“.

Per il sindaco di Lampedusa “questa situazione non può durare“. Il “problema principale” per la gente di Lampedusa, prosegue Martello, “non sono gli arrivi dei migranti, ma il fatto che i profughi non vengano portati in Sicilia e restino nell’hotspot più a lungo di prima”.

I centri di identificazione ed espulsione in Sicilia sono, infatti, “pieni” e per tale motivo i migranti devono rimanere a Lampedusa. A ogni modo, per l’isola delle Pelagie, evidenzia Martello, “il problema di fondo è che il governo non rispetta i suoi obblighi, mentre i residenti nell’hotspot sono privati dei loro diritti e gli abitanti di Lampedusa sono infuriati perché l’esecutivo non si interessa di loro, si sentono abbandonati dallo Stato“.

M5S e Salvini: vinca il peggiore

La linea Salvini emerge chiara: più la situazione si complica, meglio è per un ministro dell’Interno che in cerca di consensi facili. Se ne è accorto il presidente del Consiglio Conte, costretto a intervenire con una missiva inviata a Salvini, Trenta, Toninelli, Tria e Moavero chiedendo collaborazione e soluzioni condivise sul tema dell’immigrazione, e dando loro appuntamento a mercoledì per un vertice.

Scrive Conte: “Diventa pertanto urgente coordinare le iniziative le iniziative dei ministri competenti anche al fine di evitare che possano ingenerarsi sovrapposizioni o malintesi“.

Il messaggio è chiaramente indirizzato a Salvini che ha attuato un vero e proprio pressing sul tema dei migranti, scatenando di fatto una competizione che potremmo definire ad alto tasso demagogico, con il M5S, che ha provato ad essere più salviniano di Salvini, e ha presentato un emendamento per la confisca delle navi al loro primo ingresso – e non più in caso di reiterazione, dove si prevede l’uso delle navi sequestrate da parte della Polizia e delle Capitanerie di porto.

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