Il capo leghista vuole una Brexit all’italiana e sarà spernacchiato

Focus

Salvini è incompatibile con i valori europei

Vedere un presunto Ministro della Repubblica, nonché Vicepresidente del Consiglio, gesticolare mimando con l’indice e con il pollice il telefono, elencando le cose che sono da fare con la mano alzata e con il mignolo della destra distaccato dall’anulare, non rispondere mai sostanzialmente alle domande di una straordinaria Gruber e di un compunto Franco che vestivano d’ironia le domande, vederlo mettersi le mani in faccia non sapendo cosa dire o ridere  e borbottare quando la Gruber gli ha spiegato che i magistrati applicano la legge con il diritto di interpretarla e pagandone le conseguenze in caso di errore, vederlo riprendere il Cristo per la testa infastidendo la cultura
esoterica, è stato uno spettacolo deprimente. Se a tutto ciò aggiungiamo la sfilza delle leggi che “sta preparando” al di là delle sue competenze dirette viene la nausea e la voglia di cambiare canale, ma c’è la curiosità di arrivare alla fine della sceneggiata elettorale ripetitiva che ti fa chiedere come è possibile che una persona razionale possa ascoltare le baggianate di Salvini e votare Lega. Eppure accade ovunque, purtroppo anche a Ferrara e Forlì, per non parlare del sindaco di Potenza.

Il Pd che, nonostante i suoi difetti, resta l’unico partito normale del nostro Paese ed al quale nulla viene perdonato perché considerato “moglie di Cesare” – penso ai nostri astensionisti o a quelli che si rifugiano in partitini antistorici, al di là di chi è passato, castrandosi e per punire i nostri errori, dalla parte gialloverde ignorando l’impreparazione grillina, le bausciate inutili e le schifezze leghiste – non affermi solo “mandiamoli a casa, andiamo alle elezioni”: incominci a cucire in Europa ed a redigere un manifesto delle cose da fare fra Europa ed Italia, con un’azione mediatica martellante spiegando l’inutilità delle paturnie gialloverdi e dando un contributo parlamentare laddove, ammesso e non concesso, sarà possibile. Il segretario leghista vuole cambiare l’Europa ma non ha i numeri per farlo, i suoi amici gli hanno detto che non vogliono coalizzarsi con lui e i paesi sovranisti sono i primi antitaliani in tutta questa vicenda. Non capisce che non potendo stampare moneta o si adegua o propone una brexit italiana per essere spernacchiato e quindi dimettersi e passare all’opposizione. O tentare di vincere con il cosiddetto pseudo centro-destra unito nuove elezioni e portare, con le sue teorie, l’Italia allo sfacelo.

Ci staranno Berlusconi e Forza Italia? Tutto è possibile. E del resto il Cavaliere incoraggia questa soluzione perché, come sempre, è tutto e il contrario di tutto. In alternativa Salvini dovrà adeguarsi vivacchiando come gialloverde in attesa dell’implosione. Ma il nostro rischio di eleggere un Presidente della Repubblica destrorso, come ho già abbondantemente segnalato, con nuovi numeri in parlamento, resta inalterato. E questo non possiamo permettercelo. Il leghismo, piaccia o no, sapendolo o non sapendolo, con le sue ronde mimava la milizia, con il suo mito pagano del dio Po mimava antichità mesopotamiche ed Impero Romano. Con i giuramenti di Pontida mimava un saluto demenziale, per di più inventandosi la cazzata del parlamento padano, con le stupidaggini sociopolitiche economiche ed etniche mimava e mima il razzismo e la sciocca autarchia fascista senza risorse! Con il celodurismo mimava, forse inconsapevolmente, il torso nudo di Mussolini! Ed oggi al posto delle smorfie facciali del cosiddetto Duce sui balconi ci sono i selfie, il cinque ed il gesticolare del Ministro degli Interni. La Lega-Salvini premier e la fiamma repubblichina della Meloni hanno avuto insieme, in queste elezioni europee, circa il 41% dei voti e quindi esiste una maggioranza assoluta dei votanti, europeista superiore al 50%, al di là di qualche rinco che si definisce di sinistra ma antieuropeista e di parte dei voti di Forza Italia. Se poi analizziamo il voto rispetto a tutti quelli che ne hanno diritto la maggioranza relativa è l’astensione con circa il 44% seguita dagli europeisti con il 33% e con i sovranisti al circa 23%, quest’ultimi numeri ai quali apportare le piccole differenze prima segnalate. Il popolo che vota Salvini può diventare l’erede genetico di quelli che applaudivano direttamente in Piazza Venezia, tramite radio in tutte le città d’Italia, le assurdità mussoliniane che culminarono nelle leggi razziali e nella dichiarazione di guerra all’Europa, alleandosi con il nazismo, demenzialità imperdonabile. Almeno Franco e Salazar rimasero tecnicamente neutrali! Pensare ad un incremento numerico dei voti assoluti, lasciamo da parte le percentuali, del
leghismo è preoccupante. Come lo sono certi risultati degli altri paesi.

Noi europeisti occidentali siamo ancora in tempo per cambiare passo, per chiarire l’incompatibilità culturale con alcuni paesi dell’UE ed imporci un intenso brainstorming keynesiano per trovare soluzioni semplici ed intelligenti. L’austerità non risolve il problema dell’occupazione odierna e del futuro dei nostri paesi europei. Per evitare che le file popul-qualunquiste si ingrossino bisogna giocare d’anticipo. Un ulteriore depauperamento della classe media, o presunta tale, la disperazione dei poveri, consolidati ed emergenti, la rabbia dei giovani potranno produrre governi isolazionisti che genereranno un blackout socio-politico con la vittoria del sostanziale nichilismo dei mercati sulla centralità della persona e con i nostri paesi territori da arare in funzione del denaro che non ha odore.

Ma non capire che America, Russia e Cina vogliono un’Europa da asservire attraverso la sua desertificazione ideale, nonché campo di concentramento della povertà planetaria, per trarne ovviamente palesi vantaggi, sembra sia una realtà scellerata che alberga nella testa di molti europei. Dalla Repubblica delle Lettere di Barbaro, e quindi  dai “cercatori di bene comune” così definiti da due storici franco-olandesi, dopo 600 anni rischiamo, pur avendo realizzato, nel bene e nel male, il progresso tecnico-scientifico dell’intera umanità, di diventare vassalli, valvassori e valvassini, secondo le nostre singole  peculiarità “paesane”, di coloro che abbiamo fatto progredire: sostanziali negazionisti della giustizia sociale e quindi della distribuzione equa della ricchezza che per me non sono altro che “nuovi barbari”, legati agli interessi tribali rappresentati.

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