Chi è Giorgio Caproni, il poeta della luce

Focus

Uno dei più grandi poeti italiani e finissimo traduttore di Proust

Giorgio Caproni, del quale è stata scelta una poesia per il tema di maturità, è stato fra i più grandi poeti italiani anche se probabilmente non ha avuto la fama che meritava: al pari di altri grandi poeti, d’altra parte, ché la poesia e la fama evidentemente mal si accordano. Lo si è riletto nel 1990, alla sua morte ma negli anni a noi più vicini il suo nome è stato un po’ dimenticato.
La sua è una poesia molto luminosa – le origine livornesi e la gioventù a Genova devono aver avuto un gran peso, tanto che Carlo Bo, uno dei suoi primi critici, lo definì il “poeta del sole, della luce e del mare”. Ed è intima, delicata, persino bucolica (come nella poesia che leggete qui sotto) ma anche animata da passione civile – Caproni fu anche impegnato nella Resistenza.

Ecco “Versicoli quasi ecologici”, la poesia di Caproni oggetto di Analisi del testo per la prima prova della maturità 2017 . E’ contenuta nella raccolta Res Amissa, pubblicata postuma un anno dopo la sua morte.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Le prime raccolte di versi di Caproni risalgono al decennio 1932-1942, fra cui Come una allegoria, Ballo a Fontanigorda, Finzioni, Cronistoria. Al periodo della guerra e della Resistenza si deve la raccolta Il passaggio di Enea, che raccoglie le sue poesie pubblicate fino al 1956.

Ma Caproni fu anche finissimo traduttore dal francese. Fu a lui che Giulio Einaudi commissionò la traduzione del Tempo Ritrovato, ultimo dei sette volumi della Recherche di Marcel Proust, forse il testo più difficile dell’opera proustiana.
E tradusse anche Baudelaire, Flaubert, Maupassant. E quel senso tutto francese della parola poetica ebbe senz’altro un ruolo notevole nella sua grandissima sensibilità artistica.

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