Carige, la base grillina non ci sta: “Peracottari”

Focus

L’agenzia Dire pubblica molte contestazioni sulla scelta di salvare la banca genovese

L’Agenzia di stampa Dire (a firma di Alfonso Raimo) ha messo in rete un pezzo che riprendiamo perché ci pare renda l’idea di una certo malessere (eufemismo) nella base grillina per la scelta di salvare la banca Carige con l’identico meccanismo che i governi a guida Pd utilizzarono per le banche venete. Come si ricorderà, Grillo, Di Battista, Di Maio e compagnia suonarono la grancassa della propaganda contro quei provvedimenti: salvo riesumarli pari pari adesso che al governo ci sono loro.

E dunque.

La tua banca è differente?“, chiede ad esempio Ciro Russo su facebook, dando voce al disagio che monta a colpi di post nel popolo a Cinque stelle.

 Fabio Novi pubblica una riflessione piena di dubbi: “E i soldi?Parliamo in concreto: i soldi, per questa operazione… per qualunque cosa tu abbia scritto in questo post… per questa “ricapitalizzazione”, no? Chi li mette? Li create dal nulla? O ce li mette lo stato? E se diventasse di proprietà dello stato, (come avete già fatto per autostrade no? Giusto?) i soldi chi ce li mette? Ve la regalano perché siete belli e bravi?. ‘Non è un condono è una pace fiscale’. ‘Non è un condono edilizio è una sanatoria’. Ora non è un aiuto alle banche ma una ricapitalizzazione”, conclude sconsolato.

Molti interventi arrivano dagli elettori di altri partiti. Ma gran parte delle critiche vengono dal fronte amico, come registra lo stesso Di Maio quando chiede incredulo ai suoi: “Ma secondo voi se stessimo aiutando le banche, i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Svegliaaaaa!!!” Una chiamata alle armi che in molti non raccolgono.

Per Andrea Comp ad esempio “ok tutto, ma l’avrei fatto in modo differente. Il messaggio che passa alla gente è che vi siete comportati allo stesso modo di ‘quelli là‘”. Angelo Gulino dice: “Anche voi siete come i politici passati”. Giuseppe Carrera: “Ora mi raccomando scendete in piazza a chiedere dimissioni a casaccio”.

Beatrice Taddei è avvilita: “Non vi abbiamo votato per salvare le banche, questo provvedimento è un’offesa a noi elettori”, dice. Mentre Isabella Ricci sbotta: “Ma ministro, come può aver postato una cosa del genere? Arriva un momento in cui si deve essere sinceri intellettualmente anche con sé stessi. Non può credere veramente a quello che ha scritto”.

Franco Primo dà voce a quanti si dichiarano favorevoli al decreto Carige. “Ma tutti questi pagliacci e troll che vengono a scrivere bufale su questa pagina chi li manda? Siete estinti e le vostre bufale non faranno cambiare di una virgola il pensiero della maggioranza degli Italiani che hanno votato gialloverde orgogliosi di averlo fatto. Rosicate bufalari. Siete estinti”, dice agli utenti che pubblicano critiche. Non serve. I critici restano la maggioranza.

Per Marco Gigante il vicepremier merita il “premio Giachetti”, mentre Manas Massenzio Lanini avverte: “Alle europee faremo i conti“. Gli insulti (‘pagliaccio, cazzaro…’) si sprecano. Qualcuno oltrepassa il segno (come Luigi Giovannoni che scrive “ma perché non lo aspettiamo sotto casa per prenderlo a pedate nel culo?”) e viene giustamente redarguito dagli altri.

Ma il clima è pesante, come si vede anche sul profilo di Alessandro Di Battista. Viene preso d’assalto anche un vecchio post di fine dicembre sull’ex presidente dell’Honduras. Francesco Placido Marchi grida a lettere maiuscole: “Dibba! Ti ricordi quando tuonavi contro il metodo salva banche?Adesso anche il governo del cambiamento sta facendo le stesse cose? Peracottari forcaioli. Siete solo capaci di fare propaganda da peracottari!”.

Dario Macchi cita un passaggio del Blog delle Stelle dopo il salvataggio del Monte dei Paschi: “Adesso sappiamo perché non ci sono mai soldi per i cittadini: vengono regalati alle banche. Gli Italiani, grazie agli ultimi governi, pagano le tasse per salvare le banche”. Nessun commento su Carige, cialtrone?”.

In tanti pubblicano i video in cui Di Battista in aula tuonava contro il Pd per il salvataggio delle 4 banche in crisi. “Guarda qui com’eri bello…”, gli scrivono. Manfredi Maglio implora: “Ale, torna, che su Carige stanno a fare un casino”. Emanuel Ceccolin fa il verso al classico cummenda milanese delle serie tv: “We radio Guatemala, come si sta in banca Carige?”.

 

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