Caro Di Maio, la verità sull’occupazione è un’altra

Focus

Da quando il leader M5S è ministro ci sono 75mila posti di lavoro in meno

Guardando al dato sull’occupazione dello scorso anno, salta fuori che gli occupati stabili in più sono oltre 200mila. Stiamo parlando del 2018, anno in cui si è insediato l’attuale governo. Tanto che i vertici dei due partiti di maggioranza hanno tentato di sbandierare quei dati come se fossero frutto di loro argute strategie di politica economica. A onor del vero, però, la realtà non è come viene dipinta da Di Maio e Salvini e va al di là della loro propaganda politica.
Non si tratta certo di sminuire la notizia, che una volta tanto non è negativa e va nella giusta direzione, beninteso. Ma non si può nemmeno attribuire il merito di quei numeri al governo guidato da Lega-M5s, visto che i dati Istat dicono tutt’altro.
La questione è quindi tutta politica: da quando infatti Di Maio è ministro del Lavoro, ci sono 75mila posti di lavoro in meno. E sempre secondo l’istituto di statistica i posti a tempo indeterminato in meno arrivano a 122mila. Di fatto, quindi, negli ultimi mesi dell’anno il mercato del lavoro ha vissuto un blocco sostanziale delle assunzioni. Si pensi, ad esempio, che da quando è in vigore il decreto Di Maio (primo novembre 2018) sono cessati 486.305 contratti a termine, come dichiarato dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps.
Ci si dimentica dunque di dire che l’aumento ostentato dal duo Di Maio-Salvini si è ottenuto quasi esclusivamente nel primo semestre dell’anno, quando i due leader ancora si attaccavano con spietatezza dicendo che non avrebbero mai governato inseme.

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