Carolina e Francesca, 22 anni, chiedono al Pd di non desistere

Focus

“Visti i deliri di Di Maio e Di Battista abbiamo scelto per il Sì”

Ieri, durante l’Assemblea Pd, Matteo Renzi ha spiegato che bisogna ripartire dalle cose buone fatte ma anche dagli errori commessi, come ad esempio una maggiore attenzione ai giovani ed al Sud.

Stamattina ho ricevuto questa bellissima lettera, da due giovani ragazze meridionali.

Voglio condividerla con tutti voi, perché credo sia il senso di ciò che dovrà essere il nostro percorso, come comunità del Partito Democratico. Eccola. (A.R.L.)
“Cara Anna Rita,
abbiamo 22  anni e facciamo parte della cosiddetta ‘generazione Erasmus’ ( ci piace definirci così perché ci sentiamo profondamente legate all’idea di un’Europa solidale, senza confini, unita da comuni radici culturali, così come prefigurata da Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene).
Abbiamo cominciato a seguirti durante la passata campagna referendaria per il Sì, e nonostante inizialmente fossimo abbastanza critiche rispetto alla riforma, inevitabilmente ci siamo ritrovate a cambiare idea.
Non nascondiamo che, all’inizio, abbiamo guardato scetticamente al Governo del segretario del Partito Democratico, come molti ragazzi della nostra età, non sentendoci ascoltati, capiti, non avendo mai accettato determinate alleanze politiche molto lontane dal nostro modo, forse idealista, di vedere la politica.
Tuttavia, sebbene al tempo ci fossero sembrate un attentato ai principi fondamentali della nostra Costituzione, (non intesa come Carta Costituzionale, ma come insieme di valori che caratterizzavano l’Italia), abbiamo dovuto guardare in faccia la realtà ed ammettere che le nostre idee, rispetto ad ambiti quali l’economia e il lavoro, sono ancora strettamente collegate a quelle anacronistiche della sinistra vecchio stampo.
Inutile girarci intorno, eravamo partite con l’idea di votare No, ma negli ultimi mesi ci siamo sempre più accostate al fronte del Sì.
Abbiamo studiato il fronte del No, e più guardavamo alle fazioni che andavano dalla sinistra radicale alla destra estrema e xenofoba, più ascoltavamo i deliri degli onorevoli Di Maio e Di Battista, più ci rendevamo conto che non saremmo mai potute rientrare in queste fila.
Perché, da studentesse di Scienze politiche, ciò che più ci spaventa dell’attuale clima politico, è proprio l’uprising del populismo.
Ti scriviamo, Anna Rita, sperando che tu possa fare da tramite tra noi e il Partito democratico, affinché il partito possa riavvicinare i giovani alla vera politica e far capire loro che per non incappare nel populismo bisogna essere ben informati e che ripetere una bugia mille volte non la renderà una verità assoluta, al contrario di come disse Goebbels.
Speriamo anche che possiate rilanciare un messaggio fondamentale: che bisogna informarsi, per impedire al populismo di insediarsi sfruttando la rabbia di cittadini. Noi, in quanto giovani, vogliamo riallacciarci al Partito Democratico, vogliamo sentirci parte attiva della politica del nostro Paese, ed è per questo che abbiamo deciso di iscriverci al partito, perché vogliamo che i giovani tornino ad avere fiducia e a interessarsi della politica, ma con la P maiuscola.
Speriamo che riusciate ad avvicinare i cittadini, e soprattutto i più giovani, all’Europa, e di prestare più attenzione a ciò che accade a Bruxelles, perché è lì, in seno al Parlamento Europeo, che si smascherano le vere ideologie delle fazioni nazionali.
Ma attenzione anche alle nostre periferie, quelle abbandonate e dimenticate, perché è lì che persone come te possono essere determinanti per portare idee e voglia di futuro.
Ti chiediamo inoltre, Anna Rita, di dare voce a un Sud ancora troppo dimenticato, ai margini della politica e sempre più distrutto dalle mafie. Perché è la politica sana a dover guidare i cittadini, non la criminalità organizzata.
La mafia non deve sostituire lo Stato. Il Mezzogiorno è ormai lasciato a se stesso, e lo diciamo perché in prima persona, durante la nostra adolescenza, abbiamo visto nostri amici in mano al microcrimine perché era l’unica prospettiva “lavorativa” che si presentava loro, e nessun diciassettenne italiano dovrebbe trovarsi in queste condizioni.
La nostra grande speranza, infine, è che il Partito Democratico, sulla base dei suoi stessi valori, riesca a far comprendere la bellezza del sentimento di appartenenza e cittadinanza Europea e nazionale, a diffondere l’amore per la cultura, la musica, la filosofia, la letteratura, la storia in comune.
Per quel poco tempo che è stato al governo, siamo davvero grate a Matteo Renzi, per il ruolo che ha deciso di svolgere in politica europea e internazionale, per aver svolto magistralmente il suo compito in un periodo storico così difficile e complesso in Italia e nel mondo, per essere stato l’alternativa valida ai leader delle destre populiste, e lo ringraziamo non solo per aver tentato tentato di cambiare questo Paese e per aver tentato di farlo uscire dal baratro, ma anche per averci fatto capire quanto il cambiamento sia essenziale. Perché il mondo si evolve e noi dobbiamo essere in grado di evolverci e competere con esso.
Speriamo in voi. Grazie.
Carolina e Francesca”

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