Carrie Fisher e Paul Simon: l’amore impossibile

Focus

“Te ne sei andata troppo presto” ha scritto oggi il cantante su twitter. I due erano stati sposati per meno di un anno ma si erano amati per più di un decennio

La colonna sonora di questa vicenda potrebbe essere Heart and Bones, oppure She Moves On: tra le più esplicite canzoni che Paul Simon ha scritto per la sua musa, Carrie Fisher. La loro storia, nota per essere tra le più intense e travagliate nel mondo dello star system, viene svelata nei suoi particolari dalla biografia Homeward Bound: The Life of Paul Simon, uscita l’11 Ottobre, ad opera di Peter Ames Carlin.

La relazione tra i due emerge come un legame profondo: ostacolato, ma allo stesso tempo, paradossalmente, cementato dal reciproco stato di depressione in cui versavano spesso il cantante e l’attrice.
Un misto di amore e crisi personali, amplificate dalla dipendenza dalla droga della Fisher, che porta la coppia a sposarsi e poi a divorziare e poi a frequentarsi ancora, per un arco di tempo che va dalla prima metà degli anni ottanta fino ai novanta. Il tutto, come si confà a un amore da film, trova il suo coronamento dopo un viaggio psichedelico in Amazzonia; ma è un finale amaro: decidono di separarsi di nuovo. Definitivamente.

Paul Simon e Carrie Fisher

Paul Simon e Carrie Fisher

Secondo quanto descritto da Carlin nel suo libro, Carrie Fisher comincia con gli stupefacenti all’età di 13 anni, e quando conosce Paul Simon il suo stato emotivo è condizionato da alti e bassi, che la proiettano da una condizione di euforia ad abissi di tristezza, e durante i quali si convince di non essere all’altezza della genialità del suo compagno.
Ma il loro incontro è un vero e proprio colpo di fulmine; avviene sul set di Star Wars, in un periodo in cui l’attrice è assiduamente corteggiata da tre uomini diversi. Bruciando le tappe, i due si trasferiscono in un appartamento di New York poco dopo l’inizio della loro frequentazione. Ciò che colpisce il cantante è una sorta di energia selvaggia dell’attrice, che ha la capacità di esaltarlo ma anche di buttarlo giù.

Sono proprio le droghe, il cui abuso da parte della Fisher diventa molto presto un problema per Paul Simon, a creare la prima grande spaccatura nel loro rapporto. In particolare il musicista non riesce a sopportare alcune implicazioni della condotta di vita dell’attrice, come per esempio i suoi assidui viaggi in Svizzera per fare il pieno di stupefacenti. Ma sul punto di rompere, entrambi cercano di riprendere per i capelli una relazione che sentono deteriorarsi prematuramente.
Si sposano a casa di Paul Simon e celebrano il matrimonio durante il tour del cantante. Però dura molto poco, e dopo meno di un anno arriva il divorzio.

E poi la storia continua: rimangono amici, si riavvicinano, si rendono conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra e ricominciano a uscire, a vivere a stretto contatto. Durante gli anni ottanta vivono il loro stare insieme come un assurdo miscuglio tra un idillio e un calvario: Paul Simon va in terapia per sradicare l’infelicità, Carrie Fisher è vittima di una seria crisi maniaco depressiva. Nonostante questo, nei momenti in cui le nubi si diradano sono trasportati da una passione viscerale.

Più o meno all’epoca del secondo episodio di Star Wars, intorno al 1980, alla Fisher era stato diagnosticato un disturbo bipolare della personalità, passati quattro anni sarebbe finita in overdose, e dopo altri tre, nel 1987, sarebbe arrivato il grave esaurimento nervoso a cui abbiamo accennato. Solo nel 1991 l’attrice sembra trovare un po’ di tranquillità, grazie a una relazione e ad un figlia. L’uomo in questione, però, non è Paul Simon, ma il noto agente hollywoodiano Bryan Lourd.

“Ieri è stato un giorno orribile. Carrie era una ragazza speciale e meravigliosa. È troppo presto” ha twittato stamattina Paul Simon, rompendo il silenzio circa la morte della famosa principessa Leila, la musa che riusciva a farlo ridere e che faceva ridere e sognare anche noi. Solo qualche anno fa, dal suo sito internet, l’attrice aveva tenuto testa alle velate (e stupide) critiche di alcuni fan della saga Star Wars, che le rimproveravano di non aver mantenuto la linea snella di una volta: «Scusatemi tanto se dopo Guerre Stellari non ho mangiato solo lattuga e semi di girasole – aveva scritto – se proprio insistete smetterò di nutrirmi e di prendere gli psicofarmaci per il mio disturbo bipolare, così potrete venire tutti a trovarmi in manicomio. Dove mi troverete ultra magra nel mio bikini metallico, proprio come allora».

 

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