Quelli che non vogliono fare a meno del Parlamento

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In un’intervista a La Verità, Davide Casaleggio, si lancia in scenari futuristici che mettono a rischio la democrazia rappresentativa

Forse è solo una provocazione o un modo per far parlare di sè. Il fatto è che se non stessimo vivendo un momento così delicato dal punto di vista politico e democratico, potremmo anche pensare di lasciar perdere. Ma i tempi impongono di rimanere vigili e denunciare: anche l’ultima follia di Davide Casaleggio. Come se non bastassero quelle di Salvini, Di Maio & Co.

Cosa ha detto Casaleggio

In un’intervista a La Verità, il guru del Movimento 5 Stelle, si lancia in scenari futuristici in cui la rete e le tecnologie diventeranno strumenti di partecipazione decisamente ‘più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”. Che cosa vuol dire questo? Per Casaleggio non ci sono dubbi: “Il Parlamento tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario”. Anche perché, sottolinea, c’è una democrazia diretta che “è già una realtà grazie a Rousseau che per il momento è adottato dal M5s ma potrebbe essere adottato in molti altri ambiti”.

Inutile ricordare a Casaleggio quante opacità vengono denunciate sul sistema di sua invenzione, sia dal punto di vista della trasparenza ma anche per quanto riguarda la protezione dei dati personali (di cui abbiamo già parlato in passato). Ma poi è proprio sicuro che eliminare dal nostro ordinamento un istituto creato per garantire partecipazione e proteggere la democrazia sia propria una buona idea?

Casaleggio ci spiega poi, finalmente con chiarezza, il fondamento della democrazia partecipativa e cioè che “uno vale uno non significa ‘uno vale l’altro'” che tradotto vuol dire che, mentre l’illusione di un’uguaglianza rimane, a scegliere rimane sempre chi ha più potere.

Le reazioni

L’idea di una democrazia sulla rete, per quanto per alcuni possa risultare affascinante e avveniristica, non può non lasciare anche un senso di inquietudine e rimandare con la memoria a momenti della nostra storia in cui le libertà “erano state stravolte”. Scrive Matteo Orfini, presidente del Partito democratico su Twitter: “Secondo Casaleggio la democrazia rappresentativa è ormai superata e il Parlamento sarà presto inutile, questione di qualche anno. Prima capiamo tutti che tra l’autoritarismo del M5s e quello della Lega non c’è alcuna differenza, meglio sarà per la sinistra italiana”. Rincara la dose anche Stefano Ceccanti che si chiede: “Chissà se Casaleggio ha presenti queste due analogie lessicali col discorso del bivacco di Mussolini del 16 novembre 1922: ‘Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto’. ‘Io non voglio, finché mi sarà possibile, governare contro la Camera’. Per il PD una sola conseguenza necessaria: stare alla larga da chi vuol distruggere la democrazia rappresentativa“.  Un altro, lecito, quesito se lo pone anche Filippo Sensi che scrive: “Non dispiacerebbe sul superamento del Parlamento e della democrazia rappresentativa vagheggiato oggi da un imprenditore sentire la ferma voce di Roberto Fico che di Montecitorio – la cui Aula non è né sorda, né grigia – oggi é Presidente”. Attendiamo con ansia una risposta. 

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